La querelle sulle carni rosse e insaccati

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C_4_articolo_2140654_upiImageppA seguito della polemica scoppiata nei giorni scorsi relativa al consumo di carni rosse e insaccati, tutti hanno cominciato a domandarsi quali siano le principali cause dell’insorgenza tumorale, è una questione di qualità o di quantità?

L’allarme choc lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità secondo cui le carni rosse e gli insaccati sarebbero cancerogeni ha avuto l’effetto di una bomba. Difronte al segnale di pericolo le reazioni sono state varie, da chi semplifica sorvolando il problema a chi è diventato immediatamente vegetariano. Non essendoci reali linee guida sui veri rischi legati al consumo di carni rosse quello a cui dobbiamo aggrapparci è il buon senso, perché sicuramente le carni rosse possono far male, ma anche frutta, verdure e legumi perché non sempre immuni da trattamenti chimici.787777

E allora cosa mangiamo?

Il rapporto è il risultato di studi sul profilo di rischio su scala mondiale che però ha tralasciato alcuni dettagli, come le abitudini culinarie, le modalità di cottura, la conservazione e la qualità della filiera. La classificazione di cancerogenicità non è una classificazione di rischio certo ma una misura della sicurezza con cui gli esperti si esprimono sulla cancerogenicità di un prodotto. Del resto sulle carni bianche (pollame e coniglio), non esistono studi sufficientemente attendibili per verificarne lo stato di pericolosità, dunque impossibile pronunciarsi in un senso o nell’altro.

Il consumo di carne italiana si aggira attorno ai 78kg annui a testa, ben al di sotto del consumo americano o anche di altri Paesi. Vero è che le carni lavorate viaggiano sulla stessa linea di pericolo del fumo che, lo ricordano le scritte sui pacchetti sono altamente nocive per la salute. Ma è ragionevole pensare che una f0986766etta di salame di tanto in tanto avrà minore influenza sulla nostra salute di un paio di sigarette che tra l’altro creano dipendenza. Altrettanto vero che i salumi italiani sono lavorati e conservati sotto stretto controllo sanitario e non possono essere paragonati a wuster e hot dog. Sicuramente l’abuso diventa pericoloso, del resto come in tutte le cose. Diete troppo ricche di proteine animali, soprattutto carni rosse e lavorate, hanno un maggior rischio di sviluppare patologie come diabete, infarto oltre a problemi cardiovascolari, obesità e cancro.

778888888888Un uso moderato di carne di qualità facendo attenzione a cuocerle a fuoco lento non è così dannoso. Bisogna essere consapevoli che sono le modalità di cottura che modificano le molecole presenti, rendendole potenzialmente pericolose per la salute. È sempre meglio evitare una cottura eccessiva, rimuovere le parti nere e prediligere altre forme di cottura più sane come quella al vapore. È bene quindi limitare il consumo di proteine animali e sostituire la carne rossa, ogni qualvolta possibile, con proteine vegetali come i legumi e la soia. Infine, vanno fortemente limitate, se non evitate, le carni lavorate come i salumi e quelle molto cotte e abbrustolite.

Comunque la verità è che nessuno ha una risposta specifica e sicura sulla questione, pertanto, una dieta equilibrata è sempre la via giusta da perseguire. Diventa necessario però sviluppare una cultura non consumistica. Recuperare i valori della dieta mediterranea con l’aggiunta dell’attività fisica ed evitare l’eccesso di consumo di alcuni cibi grassi, per ritrovare il piacere della tavola. In fin dei conti basta diventare consumatori critici e consapevoli che la qualità e la variabilità sono scelte giuste per la nostra salute, p3344444oi essere vegetariani o carnivori diventa una questione di coscienza individuale.

 

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