IS e Al Qaeda

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Per noi occidentali gli avvenimenti di Parigi hanno riproposto il terrore e l’angoscia che già abbiamo vissuto al tempo dell’attacco alle Torri Gemelle e quindi assimiliamo l’IS ad al Qaeda nell’indistinto del terrorismo islamico. In realtà effettivamente le due entità possono essere assimilate nel quadro generale della ideologia del fondamentalismo islamico di ispirazione wahabite ma esistono anche non poche differenze. Infatti non sono mancate, soprattutto in Sira, scontri sanguinosi fra le due organizzazioni ma nel complesso agiscono all’unisono e l’IS, più forte, tende ad assorbire in qualche modo anche al Qaeda.
La prima differenza sostanziale è che l’IS si caratterizza per essere sunnita. Anche Bin Laden era sunnita, inspirato al movimento wahabita fieramente nemico degli sciiti: infatti al Qaeda non ebbe mai l’appoggio ma sempre l’aperta ostilità dell’Iran sciita. Tuttavia la caratterizzazione sciita restava nello sfondo: i nemici erano sempre e soprattutto i regimi laici arabi: gli irtitad (apostati), i Munafiq (ipocriti), i Kafirun (idolatri), gli strumenti del Grande Satana (l’Occidente) riprendendo la concezione che era stata dello sciita Khomeinii. L’IS deve invece molta della sua forza e popolarità alla identificazione dei sunniti oppressi o comunque in lotta con gli sciiti. In Iraq, infatti, le elezioni hanno consegnato tutto il potere alla maggioranza sciita emarginando la minoranza sunnita che da sempre invece deteneva il potere. Di fronte alla violentissima reazione sunnita i governi sciiti hanno risposto con altrettanta violenza. Il governo sciita ha trasformato la polizia in una specie di milizia sciita e occupato tutti i posti chiave. Per i sunniti iracheni quindi l’IS si è presenta come i liberatori dall’oppressione sciita e non senza ragione.
Discorso simile in Siria in cui tutto il potere era accentrato nelle mani della minoranza alawita, assimilata agli sciiti. Fin che fu predominante il laicismo la cosa poteva anche essere tollerata ma con l’esplodere dei conflitti religiosi la rivolta anti Asad da una lotta di liberazione dalla dittatura si è rapidamente trasformato in una lotta di liberazione dagli sciiti.
Si è quindi costituito una stato del Daesh (del levante, termine di origine medioevale, ormai in disuso) che tende ad abbracciare gli sciiti di Siria ed lraq e anche del Libano (pure essi in continua conflitto con i sunniti). Mentre quindi al Qaeda era solo un movimento estremista l’IS si pone invece come la difesa dei sunniti oppressi dagli sciiti e questo rende problematico l’intervento delle altre nazioni sunnite (soprattutto Arabia Saudita e Turchia) e popolare la loro causa, anche al di là’a dell’estremismo religioso, in tutto il mondo sunnita.
Altra differenza importante con al Qaeda è che l’IS, oramai da piu di un anno, si è costituito come uno stato sovrano e pare che riesca ad avere anche una amministrazione più onesta ed efficace di quella precedente, cosa per altro non certo difficile. A prescindere dall’estremismo religioso i sunniti iracheni hanno piu servizi, piu giustizia, meno corruzione del passato regime dominato dagli sciiti. Non più quindi insediamenti nei deserti o fra monti inospitali sempre nel mirino dalle autorità legali ma una situazione di quasi normalità, di relativa sicurezza che al Qaeda aveva cercato a lungo e trovato poi parzialmente nel remoto Afganistan.
La connotazione sunnita perde però importanza al di fuori del Medio Oriente asiatico: non ci sono sciiti in Libia, Somalia o Nigeria: qui però entra in scena la proclamazione del califfato avvenuta nel giugno del 2014. Il califfo (successore di Maometto) si pone come una autorità universale dei mussulmani. La sua autorità fu effettiva fino a che i mussulmani furono uniti politicamente e si perse poi quando nacquero le divisioni politiche. Idealmente però fu sempre sentito come una grande speranza, una ininterrotta aspirazione: uno stato che possa ancora ora una volta, come ai tempi dei rashidun (i ben guidati, cioè i primi califfi) ai tempi gloriosi in cui tutta la umma (comunità dei fedeli) era raccolta in un unico stato. In verità il califfo eletto è un personaggio di secondo piano e non pare nemmeno rivestire un ruolo di comando effettivo nello stesso IS, non ha un ruolo paragonabile a quello di bin Laden. Tuttavia è l’idea, non il personaggio, che affascina tutti i mussulmani. Cosi movimenti diversissimi accomunati dall’integralismo religioso si dichiarano parte del califfato: in Libia, nel Sinai, in Somalia, in Nigeria movimenti diversissimi trovano un collante nella unità ideale nel califfato. Anche questo elemento ha un potente fascino che invece al Qaeda non poteva avere. Bin Laden era un personaggio prestigioso, eroe della guerra afgana, ma non aveva alcuna aurea di legittimità religiosa.
In conclusione quindi al Qaeda non era uno stato ma solo un covo (questo significa al qaeda) nascosto da qualche parte, ma l’IS è un vero stato; al Qaeda non aveva nessuna pretesa universalistica o storica mentre l’IS può presentare un ideale antico e mai dimenticato di tutti i mussulmani. L’IS quindi è molto più forte di al Qaeda.
Tuttavia proprio perché ha uno stato è anche più vulnerabile. Non si sapeva come e dove attaccare al Qaeda ma ora sappiamo benissimo dove sta l’IS. Non sarebbe difficile per un esercito ben deciso sgominare le poche decine di migliaia di combattenti che l’IS puo mettere in campo.

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