Bombe e terrorismo

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In base a un articolo dei trattati, la Francia ha fatto una richiesta di assistenza ai propri alleti europei. Al di la dei formalismi giuridici sui quali non ci soffermiamo, in effetti si è richiesto una condivisione del suo intervento in Siria che è iniziato, ricordiamo, per motivi di politica interna, prima degli attentati di Parigi. Ci pare che Renzi abbia fatto bene a glissare; si è mosso nella direzione giusta in campo internazionale non condividendo certe iniziative estemporanee e controproducenti nate da fini elettoralistici.
Se un paese della UE (nel caso la Francia) inizia una operazione militare perche mai un altro (nel caso l’Italia) dovrebbe seguirla? Le decisioni sono comuni oppure ognuno decide per sé. Se la Francia prende iniziative gravi senza nemmeno una consultazione perche mai l’Italia dovrebbe accodarsi?
All’epoca fu giudicata molto negativamente il fatto che Berlusconi, benché contrario all’intervento in Libia, poi si accodò acriticamente alla Francia. Ma Berlusconi allora andava allo sbando, senza una maggioranza, Renzi è più saldo e autorevole.
Nel merito ci pare ragionevole quanto va dicendo continuamente Renzi: non serve a niente lanciare qua e là un po’ di bombe sull’ISIS senza un piano di insieme. Diremmo che, al limite, la rafforza piu che indebolirla, dà argomenti alla sua propaganda, suscita vendicatori usciti dal nulla.
Chiediamoci infatti cosa significano i bombardamenti in Siria ed Iraq contro l’ISIS.
Gli obiettivi dell ISIS si trovano in mezzo ai civili. Prima la coalizione a guida americana, poi i Turchi, quindi i Russi, i Francesi e gli Inglesi a buttare giù bombe: ma sotto chi ci sta? Non sappiamo cosa succede, non ci sono notizie attendibili perché non ci sono giornalisti o osservatori. Però è presumibile che tante donne, bambini e civili che non vorrebbero niente a che fare con l’ISIS ci perdono la vita.
Ora tutto l’Occidente piange i 120 uccisi a Parigi, e tutta Venezia si stringe intorno alla famiglia di Valeria Solesin la giovane vittima italiana ed è giusto e bene che sia cosi. Ma nessuno sa quanti bambini non diverranno mai adulti e quante ragazze mai madri perché hanno incontrato la morte anonima che viene dai cieli di Siria e Iraq. Gli attentati di Parigi, e dell’aereo russo di Sharm, vogliono essere la vendetta, o meglio, il tentativo di intimorire perche non ci siano piu bombe.
Anche l’abbattimento dell’aereo russo da parte dei Turchi va collocato nel quadro di aerei che andavano a colpire altri Turchi, abitanti in Siria, che fra l’altro non c’entravano nulla con l’ISIS.
Sono comprensibili le esigenze della guerra asimmetrica nelle quale muoiono soprattutto i civili, purtroppo. Ma l’arma aerea è risolutiva se appoggia un esercito di terra: è avvenuto per esempio anche a Kobane le cui rovine sono state mantenute dai Curdi per l’appoggio aereo. Ma di per sé non risolvono le guerre come si è visto fin dai tempi della battaglia di Londra. Per dieci anni si è bombardato l’Iraq per cacciare Saddam che rimase saldamente al potere fino a che un esercito di terra, grazie soprattutto all’appoggiato dall’aviazione, in qualche mese ha preso il controllo di tutto l’Iraq con irrisoria facilità.
Solo un esercito di terra può distruggere l’ISIS e l’aviazione sarà allora risolutiva e prima si interviene meglio è. Se si fosse intervenuto l’anno scorso sarebbe stato tanto più facile. Però non si capisce perché mai buttare un po’ di bombe, a casaccio, possa affrettare una soluzione: sembrerebbe il contrario.
Dobbiamo renderci conto dell’impatto che hanno i bombardamenti in tutto il mondo arabo e medio orientale. Essi sono considerati dappertutto come noi valutiamo il terrorismo: una insicurezza generale, una morte che colpisce chiunque, in qualunque momento, senza che sia possibile nessuna difesa.
Il terrorismo è visto come l’aviazione dei poveri e i bombardamenti come il terrorismo dei ricchi.
Lo si legge in tutte le rivendicazioni terroristiche, a cominciare da quella di bin Laden, per le Torri Gemelle. Si parlava di milione di morti in Iraq, vittime dirette e indirette di quasi dieci anni di bombardamenti americani. Cifra che si ritiene esagerata ma anche se fossero state solo un decimo, 100 mila, comunque sarebbero circa 20 volte le vittime dell’11 settembre.
Ora, credo che la guerra a volte sia necessaria e che essa viene necessariamente condotta con i mezzi che ci sono. Nelle guerre moderne l’aviazione segna la differenza perché travolge ogni cosa e insieme ai combattenti anche quelli che ci sono vicini, purtroppo: è la guerra in cui la maggior parte delle vittime hanno poco a che fare con la guerra.
Una cosa però è bombardare l’Iraq per dieci anni, per tenere sotto pressione Saddam, una cosa è utilizzare l’aviazione per permettere al corpo di spedizione di travolgere l’esercito iracheno.
Si potrebbe anche pensare a obiettivi mirati dell’ISIS come gli impianti petroliferi oppure i mezzi che portano il petrolio e altri obbiettivi specifici ma lanciare bombe tanto per fare qualcosa “altrimenti non si fa nulla”, non solo non serve a niente ma è controproducente, suscita odi profondi in interi popoli che resteranno per generazioni nella memoria collettiva, suscita dappertutto oscuri vendicatori.
Fra l’altro incrementano la massa di profughi che si riversano inarrestabilmente in Europa.

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