Dio esiste e vive a Bruxelles

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Ieri sera, dopo non so quanti anni di cine-assenza, ho voluto vedere un film: “Dio esiste e vive a Bruxelles” del regista belga Jaco van Dormael e sono state, per me, due ore di pura magia.

Non è facile spiegarne la trama e non ci provo neanche perché non renderebbe l’idea della straordinaria visionarietà di questo regista che, purtroppo, lo ammetto, non conoscevo e che mi ha ammaliato per vari motivi che proverò a dirvi. In primis i miei più calorosi complimenti a tutto il cast, attori, attrici e staff tecnico.

L’elemento che mi ha più colpito è che il mondo viene salvato da due donne, madre e figlia, seppur in modi diversi: la moglie di Dio, interpretata dall’attrice Yolande Moreau, e soprattutto dalla figlia, Ea, una straordinaria Pily Groyne, vero cuore della storia, colei che trova il coraggio di andarsene da un padre padrone per cercare sei nuovi apostoli (dodici è il numero preferito da suo padre che ama il rugby ma lei vuole arrivare a diciotto per far contenta la madre che invece ama il baseball…) e scrivere un nuovo Nuovo Testamento. Prima di partire si fa consigliare da suo fratello JC che è ormai solo una statuetta in casa e che si anima solo con lei.

Ea sente la musica che c’è nel cuore di ogni persona che incontra e ne raccoglie le lacrime in una bottiglietta. Come nuovi apostoli e apostole sceglie sei persone fuori dal comune, icone di disagi fisici e psichici, spesso sole o rifiutate dalla società, sempre aiutata da Victor, un bravissimo Marco Lorenzini, un senzatetto che scrive materialmente (perché lei non lo sa fare) ma a modo suo il nuovo Nuovo Testamento.

Ci vuole un intatto animo bambino (come quello della sottoscritta) per emozionarsi e commuoversi alle splendide musiche scelte da An Pierlé, alle originalissime e incredibili idee scenografiche di Pascalle Willame e fotografiche di Christophe Beaucarne che non vi voglio rivelare per farvele vivere di persona; ma anche per sorridere alle trovate divertenti che il regista ha immaginato perché Ea possiede gli stessi poteri di suo padre ma li utilizza in modo diverso, positivo.

Non avrei voluto riemergere dall’apnea in cui sono rimasta per due ore e spero che questo film abbia tutto il successo che merita.

 

 

 

 

 

 

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