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Questo mese la biografa Rachel Holmes parlerà di Eleanor Marx, una traduttrice letteraria femminista la cui eredità è velocemente diminuita. Tracciamo un modello familiare di scrittrici collegate al prestigio maschile e ci chiediamo perché così tante si sono perse nella storia.

Provate a evocare un’immagine dei poeti romantici, la risposta della poesia al movimento “new wave”. Viene inevitabilmente alla mente un ritratto di William Wordsworth e Samuel Taylor Coleridge – che si muovono su lande impervie, che discutono di filosofia e di lingua. E tuttavia l’immagine è incompleta, è stata alterata, uno degli attori principali rimane fuori dal palco.

Vista dai critici anticonformisti come una sorella eccessivamente emotiva – e forse perfino incestuosa – Dorothy Wordsworth viene meglio descritta come la controparte creativa di William. I suoi “Grasmere journals” forniscono un supporto vitale agli eventi che circondano i poeti romantici; William contava pesantemente sul suo costante supporto e sul suo occhio acuto per le descrizioni (alcuni sostengono che lui “prese in prestito” descrizioni della natura dalle opere di lei). Accompagnò frequentemente i due poeti nei loro numerosi viaggi ma Dorothy, così come molti altre, è stata relegata a una semplice nota a piè di pagina nella carriera letteraria del fratello.

La tradizione letteraria arriva in forme diverse e forse la più strana di tutte è che la scrittura di sorelle, moglie e figlie di luminari spesso rimane non letta e non conosciuta finché a una scoperta casuale e alla celebrazione molti anni dopo la loro morte. La cancellatura “orwellesca” di Dorothy Wordsworth non è un’eccezione ma una singolo caso in una lista piena di scrittrici la cui opera è andata persa o dimenticata.

Eleanor Marx. Sara Coleridge. Christina Rossetti. Elizabeth Barrett Browning. Sylvia Plath. Perché tutte queste donne sono state sepolte dalla marea della storia? Chiaramente l’aspettativa delle donne di sposarsi, riprodursi e avere una famiglia ha alimentato l’amnesia dei critici letterari nei secoli. Gli obiettivi culturali e intellettuali sono stati tradizionalmente confinati agli uomini mentre le donne sono state spesso relegate alla sfera domestica dell’educazione dei figli.

Sylvia Plath trascorse la maggior parte della sua vita all’ombra torreggiante del suo marito poeta Ted Hughes ma un postumo premio Pulitzer vinto le ha portato la fama a spese di Hughes. Le viene accreditato uno spostamento verso la poesia confessionale sebbene la sua opera venga ancora guardata attraverso le lenti di un marito tirannico.

Un secolo prima Ada Lovelace s’impegnò nella scrittura di un tipo completamente diverso, la piccola faccenda del codice del primo algoritmo per computer. Lovelace viene ora considerata una figura leader delle donne scienziate ma dopo la morte le sue acquisizioni furono velocemente soffocate dalla carriera poetica di suo padre lord Byron e dalla reputazione ingannevole di dissolutezza. Il modello è facile da tracciare; di nuovo e sempre i successi delle donne sono stati diminuiti da quelli dei loro parenti che fossero padri, figli o mariti.

Sebbene la posizione sociale delle donne nei secoli spieghi in qualche modo il loro essere dimenticate non risolve completamente questo bypass culturale. Ci sono scrittrici che ottennero la fama per conto proprio in un mondo completamente maschile.

Mentre suo fratello Dante era occupato a dipingere la Vergine Maria e immaginava amanti angeliche Christina Rossetti stava scrivendo versi sulle donne cadute, sulle lesbiche e su quelle messe in una metaforica camicia di forza dalle costrizioni dell’Inghilterra vittoriana. Nel dominio maschile del genio artistico, la “fratellanza preraffaellita”, Christina si creò una propria strada; il suo poema “Goblin Market” scivolava nella vena della cultura pop. La poesia di Christina Rossetti mescola, con astuzia, il fervore religioso del tempo con i riferimenti e i simboli nascosti del “female agency”.

La popolarità di Elizabeth Barrett Browning riuscì a essere maggiore perfino di quella di Christina Rossetti. La sua opera fu ampiamente letta in Gran Bretagna e negli Stati Uniti e la ricezione critica fu altrettanto esaltante ma, per continuare un tema stucchevole, sono di suo marito, il poeta Robert Browning, le opere che sono entrate nei programmi scolastici mentre la poesia di Elizabeth è scivolata via dalla memoria pubblica.

Comunque Browing e Rossetti dimostrano che non sono soltanto le donne in generale il cui talento è rimasto sotto il radar ma che anche le donne che hanno goduto di grande successo e celebrità hanno dovuto affrontare un destino simile alla “lost city of Z”. il crollo nelle carriere di queste scrittrici è troppo identico per essere una semplice coincidenza. La frase “la storia è scritta dai vincitori” è spesso usata come motto banale ma in questo caso non potrebbe essere più adatta. C’è voluta la zattera di determinate studiose e lettrici femministe per svelare le poetesse, le drammaturghe e le romanziere dimenticate dopo anni trascorsi nell’ombra.

http://www.theskinny.co.uk/books/features/forgotten-women

 

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