Le artiste dimenticate della pop art

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Quando pensate alla pop art il vostro cervello automaticamente va a Andy Warhol, Roy Lichenstein o James Rosenquist. Ma ci sono molte artiste che hanno avuto influenza all’interno del movimento e che non hanno mai ricevuto il riconoscimento che meritavano, fino a oggi.

La “EY Exhibition: The World Goes Pop” alla Tate Modern mira a sfidare le idee preconcette di pop art. La galleria mette in mostra opere dall’America Latina, dall’Asia, dall’Europa e del Medio Oriente; e si focalizza su argomenti come fiducia nel corpo, politica, differenze culturali e proteste insieme a consumismo e consumo.

Vengono mostrate anche delle artiste pop che erano state precedentemente ignorate dall’industria. La collezione tende a mostrare che il movimento ha riguardato molto più del consumismo.

Il movimento della pop art ha avuto origine negli anni ’50 e ha preso ispirazione dalla cultura popolare di quel tempo. Ha sfidato il tradizionale stile dei precedenti movimenti e può essere facilmente riconosciuta attraverso i suoi colori brillanti e audaci e i concetti eccentrici.

Le artiste alla mostra includono Teresa Burga, Judy Chicago e Ángela Garcia che parlano tutte della loro lotta come donna nella comunità artistica del tempo.

Garcia, proveniente dalla Spagna sotto la dittatura di Franco, ha detto “come donne spagnole soffrivamo per una doppia repessione: la politica imposta dal dittatore e l’ineguaglianza verso le donne”.

Chicago dice che il soggetto della sua opera “faceva inorridire i miei istruttori di pittura”. Continua “uteri e seni, esclamavano, come se i riferimenti a quelle parti del corpo fossero la manifestazione di qualcosa di orribile”. È stato questo giudizio e lo shock conseguente che ha portato Chicago a non finire queste opere fino al 2011.

Ci sono voluti cinque anni per collezionare e organizzare questa mostra ma la curatrice Jessica Morgan ha detto “non è mai troppo tardi”.

The World Goes Pop mostra 64 artisti da 28 nazioni. È ora aperta al pubblico e lo sarà fino al 24 gennaio 2016.

http://www.wearethecity.com/meet-the-forgotten-women-of-pop-art/

 

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