Il Tè-Atro di qualità e grande atmosfera con “Mistero Buffo”

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Francesco Russo articolo

Un Tè-Atro di qualità e grande atmosfera con “Mistero Buffo”

Al Teatro “L’Istrione” di Catania

 

Siamo al tavolo numero otto. No, non siamo a cena al ristorante, né ad un pranzo nuziale. Ci troviamo al teatro “L’Istrione” di Catania, dove abbiamo assistito alla “mise- en- scène” di “Mistero Buffo” di Dario Fo, sapientemente adattato ed interpretato dal bravissimo attore Francesco Russo, domenica ventiquattro gennaio. Andato in scena il diciassette u.s. è stato replicato la domenica successiva a grande richiesta per soddisfare le numerosissime richieste di un gremito pubblico.

Un tappeto musicale di note jazz inebria l’ambiente, un’atmosfera rilassante e riscaldata, resa magica dalle piccole candele accese poste su ognuno dei tavolini sapientemente preparati dallo staff attento e gentile del teatro, diretto (se così possiamo dire) dal noto e bravissimo autore, regista ed attore, Valerio Santi,  durante l’ora classica dell’”English tea”, le ore diciassette. Una biscottiera ripiena di dolcetti da degustare insieme alla bevanda calda, resa ancora più appetibile ed agognata, come ottimo rimedio per controllare il freddo tipico di questi giorni di pieno inverno.

Un teatro vestito “d’atmosfera intima”, una “Tea room” elegantissima, impreziosita dallo spettacolo del bravissimo, istrionico attore, Francesco Russo.

“Mistero Buffo” di Dario Fo, fu presentato come “giullarata” popolare nel 1969 con grande successo e fu replicato migliaia di volte, perfino negli stadi.

E’ un insieme di monologhi che descrivono episodi biblici utilizzando una miscela di molti linguaggi marcatamente “onomatopeici”, sul genere del “grammelot”. Il grammelot è dotato di una forte componente espressiva mimico-gestuale che l’attore sviluppa in scena accompagnandola alla vocalità rapida ed assolutamente arbitraria di suoni.

A raccontare i fatti in sapienti monologhi è il “giullare”, personaggio tipico del tardo medioevo. Altrimenti chiamato giocoliere, saltimbanco, buffone o acrobata esperto nel divertire il suoi pubblico con canti, balli e recite, si esibiva spesso in strada, nelle piazze soprattutto durante i giorni di solenni ricorrenze religiose.

L’attore Francesco Russo, ha messo il cuore e l’anima nel palmo delle mani e li ha donati entrambi al un  pubblico attentissimo re che lo ha giustamente premiato con una meritatissima “standing in ovation” finale.  Attore “sincero”, sensibile ha commosso e divertito con garbo, umiltà e maestria, quest’ultima frutto di grande impegno e innata generosità scenica.

Solo per citare qualche monologo “corale” del suo “Mistero Buffo” , particolarmente divertente “La resurrezione di Lazzaro” che si svolge nel cimitero dove Lazzaro, appunto è sepolto. L’attore magistralmente interpreta prima il custode che raccoglie i soldi all’ingresso dello “spettacolo del miracolo di Gesù”, successivamente l’uomo che vende le sedie alle signore, contemporaneamente si gestisce il giro di scommesse se “Gesuzzu” riuscirà o meno a resuscitare Lazzaro in un turbinio convulso di gesti, mimica e parole.

Commovente e ben interpretato il monologo della nascita del giullare, incaricato da Gesù di divertire la gente con la sua folle predisposizione artistica. Francesco Russo riesce a trasmettere una forza ed una carica emotiva intensissima.

Applausi fragorosi e sentiti sottolineano e premiano le “fatiche” sceniche di un uomo, un attore di grande talento e tanta poesia.

Perché non c’è pazzo senza poesia.

 

I prossimi appuntamenti della rassegna “Tè-Atro”, monologhi e tazze da tè, è per il 6 di marzo c.a. con “Il dramma turgico” di Antonio Caruso con Antonio Starrantino e il 27 marzo con “Rumenia” di Rapisarda Santi con Aurelio Rapisarda.

Per info e prenotazioni: Teatro “L’Istrione” – Via F. De Roberto, 11 Catania tel. 3384926145

teatrolistrione@hotmail.it

tè atro

tavolo 8

 

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