Siria: l’intesa di Monaco

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La stampa ha titolato di un cessate il fuoco entro una settimana e di immediato arrivo di aiuti alle popolazioni assediate. Sembrerebbe quindi la svolta in uno dei più tragici conflitti dei nostri tempi. In realtà però si tratta di un risultato molto incerto e nel migliore dei casi molto modesto anche se comunque potrebbe essere un passo sia pur piccolo in avanti. A Monaco si sono riuniti i rappresentanti di 17 stati, fra cui l’Italia ma i protagonisti erano i Russi, gli unici che con il loro energico intervento aereo sono effettivamente intervenuti nel conflitto. I bombardamenti russi, massicci e indiscriminati, hanno permesso all’esercito regolare siriano, cioè ai sostenitori del governo di Assad di uscire dalle zone in cui si erano ormai a tanto tempo rinchiusi e prendere l’offensiva per riconquistare una qualche parte del territorio siriano. L’offensiva si è diretta soprattutto verso Aleppo che si trova al nord verso il confine con la Turchia. Nel complicato scacchiere siriano in queste zone sono presenti anche gruppi di opposizione siriana non fondamentaliste, cioè del Libero Esercito di Siria, che rappresentarono all’inizio della guerra civile l’opposizione laica democratica che guardava all’Occidente nel clima della Primavera Araba e che in seguito ha perso molta importanza a favore delle correnti piu fondamentaliste. Ma in Aleppo sono presenti anche milizie di Al Nusra che si considera una costola di Al Qaeda e varie formazioni piu o meno islamiste. L’avanzata delle forze governative ha creato inoltre un’ altra emergenza umanitaria perché, per sfuggire ai bombardamenti russi e poi da paventate vendette, una massa di profughi si è diretta verso la vicina frontiera turca andando a ingrossare le file già sterminate dei profughi che tendenzialmente guardano all’Europa sognando di insediarsi in Germania come è riuscito a quasi un milione di propri connazionali.
Ora l’accordo non è siglato dalle organizzazioni siriane in lotta che non si parlano se non a cannonate, e quindi non vincolano le fazioni. Sembrerebbe rivolto quindi ai Russi che dovrebbero terminare i loro bombardamenti entro una settimana. Prescindiamo dal fatto che di accordi se ne fanno tanti sulla carta (anche per l’Ucraina), bisogna vedere se poi tengono effettivamente sul terreno. Esplicitamente viene affermato che l’accordo di cessazione delle ostilità non riguarda gli estremisti islamici cioe IS e gli affiliati ad Al Qaeda (come Al Nusra). Si applicherebbero quindi solo alla componente non islamista dell’opposizione siriana che è sempre piu evanescente, stritolata sul campo da vari gruppi e gruppetti più o meno islamisti. Hanno un ruolo riconosciuto solo dagli occidentali. Quindi l’attacco ad Aleppo può essere pure considerato un attacco ai fondamentalisti e inoltre in una settimana i combattimenti ad Aleppo potrebbero essere gia terminati con la riconquista dela città da parte delle forze governative supportate dall’aviazione russa.
Si aggiunga inoltre che l’accordo non parla propriamente di un cessate il fuoco o di una tregua ma piuttosto vagamente le parti “si impegnano a esercitare la loro influenza per una immediata e significativa riduzione delle violenze che porti alla fine delle ostilità in tutta la Siria entro una settimana”.
Forse la parte più interessante e concreta sarebbe quella di immediati (si fa per dire) aiuti umanitari e relativi corridoi riservati di cui i siriani assediati hanno assoluto bisogno per salvare semplicemente la vita.
Il segretario di Stato Usa John Kerry ha annunciato l’accordo affermando che “C’è un risultato oggi a Monaco, pensiamo di aver fatto dei progressi su tutti e due i fronti, le ostilità e gli aiuti. E questi progressi hanno il potenziale di cambiare la vita quotidiana dei siriani”.
Certo, anche se molto modesto, è comunque un passo sulla strada di una normalizzazione che per il momento non si intravvede nemmeno.

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