Interpretazioni del corano

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madrasa

 

Quando si dice che il corano, parola diretta di Dio, non può essere modificata si dice una cosa giusta ma bisogna capire cosa significa esattamente. In realtà ogni legge di qualunque genere, penale, commerciale amministrative va sempre interpretata e infatti esiste tutto un ceto di professionisti che si dedica a questo compito. Dal corano e dagli heidit si ricavano certe regole che nel complesso vengono chiamate sharia’ah (la via indicata da dio). Ma già dal medioevo esistevano ben quattro scuole di interpretazioni. Manca invece un’autorità centrale come nella chiesa cattolica (Papa e Concilio) e ogni esperto dà i suoi responsi (fatwa) di conformità alla legge islamica. I pareri sono diversissimi, spesso del tutto opposti: l’università del Cairo, la più prestigiosa del mondo arabo, dà pareri del tutto opposti a quelli che sostengono il califfato e cosi via.
Il principio teorico quindi che la parola di Dio non si discute (presente in tutte le religioni rivelate) indica semplicemente che ciascun interprete ritiene in buona o cattiva fede di avere inteso rettamente quelle parole.
Si veda anche l’ambito cristiano: ritengono di interpretare rettamente le stesse scritture tante confessioni diverse e anche nell’ambito della chiesa cattolica credenti e clero hanno posizioni molte diverse, spesso in netto contrasto.
L’idea di un islam tutto compatto e unitario nel seguire le stesse regole e comportamenti è contradetta dalla più comune esperienza. In realtà esistono tanti islam come esistono tanti cristianesimi, al limite ogni credente ha una propria fede.
Nel campo dottrinali si può affermare e sostenere che alcune interpretazioni siano autentiche, giuste, vere, ispirate da Dio mentre altre false, errate, ispirate dal demonio, magari: ovviamente tutte le correnti religiose diranno che la loro interpretazione è quella giusta, vera, assistita da Dio. Avviene cosi anche nel cristianesimo in cui cattolici, chiese orientali, protestanti e ogni sorta di sette anche quelle più strane quelle “fai da te” sosterranno che la loro è la vera e giusta interpretazione dei vangeli. Ma a livello sociologico noi dobbiamo considerare mussulmani tutti quelli che si dicono mussulmani (cosi avviene nel cristianesimo). Conseguentemente non possiamo riservare il termine di islamico a particolari interpretazioni, come avviene nel campo della dottrina. Non sono quindi mussulmani soli gli integralisti e correnti islamistiche piu o meno moderate ma anche l’Ataturk era un mussulmano cosi come tutti i laicisti che hanno dominato per mezzo secolo il Medio Oriente da Gheddafi a Burghiba, da Nasser a Saddam Hussein, perfino a Najibullah (primo ministro del governo comunista afgano): sono tutti da considerarsi mussulmani perché tali si sono dichiarati. L’atesimo dichiarato è molto raro nel mondo islamico.

La fonte del diritto islamico sono il corano (recitazione), dettato direttamente da Dio in arabo (quindi non va tradotto ma semplicemente ripetuto) e gli Haidith (i racconti), che hanno varia attendibilità: si tratta di una mole immensa di scritti per apprendere i quali occorre una vita intera di studio. Per secoli gli studiosi li hanno commentati, armonizzati, interpretati (la sunna, da cui sunniti). Nel 1300 si è avuto il taqlid (imitazione) cioè si è detto che ormai tutto era stato chiarito e non si ammettono altre interpretazioni. Si afferma allora la ” al-`aqida al-Tahawiyy (professione di fede di Tahawayy) : bisogna accettare senza più discutere (alcuni dicono che da allora è cominciata la decadenza islamica).
In realtà i movimenti religiosi con proprie interpretazioni e sensibilità si sono succeduti incessantemente, da quelle piu tradizionaliste (fanatiche) come il Wahabismo, a quelle interpretazioni moderniste che si sono diffuse ampiamente in contrasto con le prime. In particolare con il contatto con l’Occidente si sono manifestate due correnti; la prima che intende rifiutare ogni influenza dell’Occidente e l’altra che invece tende a conciliare l’islam con la modernità (fenomeno simile si è avuto anche nel cristianesimo).
E’ un errore considerare ortodossi (ferventi mussulmani ) solo i fondamentalisti. Si tratta di due correnti religiose in cui i sinceri credenti si trovano in ambedue gli schieramenti. Insomma, è come se noi volessimo considerare Manzoni un non credente e un vero credente solo Chateaubriand. Nemmeno bisogna confondere un fanatico con un fervente credente. Papa Francesco mi pare un fervente credente ma non un fanatico.
Facciamo un esempio illustre.
Tariq Ramadan, docente di Islamistica all’università di Friburgo e sincero credente, scrive nella sua opera intesa alla diffusione intesa dell’islam “Peut-on vivre avec l’ Islam?”, per quanto riguarda la lapidazione dell’adultera.
Certo, queste pene sono menzionate nei testi di riferimento, ma sono accompagnate da clausole di condizionalità che determinano la loro applicazione in modo molto preciso e rigoroso…. quattro testimoni devono aver visto le persone durante l’atto sessuale, in flagrante delitto, e testimoniare quindi quello che hanno visto. L’applicazione di queste pene è quasi impossibile tenuto conto delle condizioni che si devono riunire per farle rispettare. Tuttavia, ciò che sottolineano come insegnamento, è che la fornicazione e l’adulterio sono cose gravissime davanti a Dio, allo stesso modo che sul piano sociale.

Se viene previsto il taglio della mano del ladro tuttavia viene anche ricordato un Haidith: ….la minaccia che Omar aveva fatto ad un ricco che era venuto da lui per lamentarsi del suo impiegato che lo aveva derubato. Omar interrogò l’impiegato il quale affermò che il suo padrone non gli dava abbastanza per vivere e che egli si trovava dunque obbligato a rubare. Omar si voltò verso il datore di lavoro e lo minacciò di prendersela con lui anziché col povero e di tagliargli entrambe le mani se non dava il necessario per vivere al suo impiegato.
Insomma, come avviene nei nostri tribunali, si puo sostenere tutto e il contrario di tutto.
Va anche considerato che nell’ambito delle correnti cosìddette integraliste vi sono differenze profonde.

Il califfato non appresenta tutto l’islam ma una piccola parte. L’islam è molte cose insieme. Così come nel cristianesimo c è la strage degli albigesi e la carita francescana, l’alta filosofia di Tommaso e la superstizione popolare, le comunità di base e l Opus dei, le mense dei poveri e purtroppo anche la pedofilia: nessuno di questi aspetti esaurisce tutto il cristianesimo.
L’Iran non è l’Arabia saudita, i talebani non sono al qaeda, i Fratelli mussulmani hanno poco a veder con quelli del califfato.

I Wahabiti sono nemici capitali degli sciiti, soprattutto di quelli Khomenisti, anche essi integralisti anzi l‘integralismo islamico moderno è nato proprio con la rivoluzione iraniana di Khomeini. L’Arabia Saudita è la più sicura e fedele alleata dell’Occidente mentre al qaeda che pure fa riferimento alla stessa corrente religiosa vede nell’Occidente il grande satana da colpire. I Fratelli Mussulmani sono in cosi forte contrasto con i wahabiti tanto che l’Arabia Saudita sostiene al Sissi laico e modernista pur di combatterli.
I talebani afgani e pakistani sono dei tradizionalisti che vivono secondo una propria tradizione religiosa islamica (con elementi anche pre islamici) e non vogliono intrusioni straniere. I vari movimenti jihadisti invece sono un specie di internazionale islamica paragonabile in qualche modo a quelle comunista dei tempi gloriosi e attirano volontari da ogni parte della sunna islamica in buona parte anche dall’Occidente mentre sarebbe impensabile arruolare fra i talebani persone non appartenenti a quelle etnie.

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