“Benvenuti in casa Gori” al teatro Le Laudi di Firenze

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Questo celebre testo, scritto da Benvenuti e Chiti, ha per me un valore speciale perché è stato il primo spettacolo che ho recensito a Firenze dopo le tante scritte e pubblicate nei miei “anni siciliani”, è stato il mio “debutto” quattro anni e mezzo fa, il mio trampolino di lancio nella mia città ma, naturalmente, in un altro teatro e con un’altra compagnia.

Ieri sera ho sentito quindi il desiderio di rivederlo nella versione della compagnia Namastè al teatro Le Laudi con l’ottima regia di Lorenzo Bittini che interpreta anche uno dei protagonisti, il nonno novantenne Annibale, grazie anche a un make up che lo invecchia a dovere.

I nove protagonisti siedono dietro un lungo tavolo per tutta la durata della cena che ha luogo il giorno di Natale; sono tutti parenti tra di loro ma un motivo banale come la non messa in onda della benedizione “urbi et orbi” di papa Woytila, provoca un malessere che fa da scintilla per far esplodere i problemi esistenziali di ognuno di loro.

Applausi a tutto il cast che li ha ricevuti durante lo spettacolo insieme, naturalmente, a tante risate ma vorrei iniziare i miei complimenti dalle due sorelle, figlie di Annibale, le brave Rita Serafini che è Adele, la padrona di casa, e Alessandra Morgantini nel ruolo di sua sorella Bruna, anzi Brunina come la chiama suo marito Libero ben interpretato da Michele Fabbri. Andrea Nardi dà vita a un Gino sempre un po’ sopra le righe in perenne conflitto col suocero Annibale, Fabio Cabras è suo figlio Danilo che è spesso mentalmente “assente” e Barbara Danzè interpreta la sua timida fidanzata Cinzia. Bravi anche Tommaso Parenti e Laura Bozzi a delineare, rispettivamente, il genero Lapo e la figlia Serena di Bruna e Libero, con una recitazione e una gestualità ad hoc.

 

 

 

 

 

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