“La mi’ miss” al teatro Reims di Firenze

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Poco fa ho applaudito al teatro Reims, dove la stagione ufficiale si è conclusa, uno spettacolo fuori cartellone scritto, diretto e anche interpretato da Bartolo Incoronato “La mi’ miss” con un cast di ben 19 persone più…un cammello, sì, avete letto bene, c’era anche lui che sarebbe dovuto passare per l’evangelica cruna di un ago.

Lo spettacolo di quasi due ore è un ritratto molto ironico e allo stesso tempo impietosamente vero del mondo che ruota attorno ai concorsi di bellezza, delle truffe, delle mazzette, della bellezza fisica a tutti i costi, delle mamme che ci credono più delle figlie e di tanto altro ancora.

Bravo tutto il numeroso cast ma vorrei tributare un complimento e un applauso in più a Gianna Lazzareschi Belloni che sa essere (sarà un destino? Anche nel precedente spettacolo lo era seppur in altro modo…) un’abilissima tessitrice che gestisce le sue intricate trame a suo favore pur facendo credere di essere tutt’altro. Bravo Paolo Nannelli a interpretare Diodato, il direttore dello sgangherato concorso Diodato vittima delle suddette trame, travolgente e simpaticissimo anche Paolo Della Giovanpaola nel ruolo dello pseudo chirurgo plastico monsieur Silicon dalla gestualità esagerata e brava anche Silvana Carotenuto a caratterizzare Gina, la moglie del finto mago Zazà.

Brave le tre attrici che hanno il difficile ruolo di madri delle miss Roberta Pucci, Gabriella Brandi e Valenziana Castri, bravo Marco Madrigali che interpreta l’unico padre di una miss, Daniela Ricci nell’insolito ruolo di coro-narratrice della vicenda. Il regista si è ritagliato un doppio ruolo: quella di un’improbabile miss, Rosalia, sicula doc, e quello di un ministro presidente di giuria e facilmente corruttibile.

Completano il cast Cecilia Della Santa, Caterina Incorvaia e Lucia Gajo nel ruolo delle miss, Cinzia Campioni nel ruolo dell’ex moglie di Diodato, Michele Marchetiello in quello del presentatore vanesio, Paolo Pellegrini e Gregorio Margiotta in quelli di Cric e Croc, la ditta di manutenzione, Francesco Pappalardo lo pseudo-mago e Giulio Masini il finto profeta.

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