“Venere in pelliccia” al teatro Aurora di Scandicci

Print Friendly, PDF & Email

venere-in-pelliccia-300x175

Prima di iniziare questa mia recensione voglio fare un incipit: non vedo la televisione per scelta, come sanno tutti coloro che mi conoscono, da ben quattordici anni e quindi il nome di Sabrina Impacciatore a me era praticamente sconosciuto. Ritengo che sia stato meglio così almeno mi sono posta di fronte allo spettacolo senza alcun tipo di pregiudizio, positivo o negativo che sia, sulla protagonista. Ho voluto dire questo perché ho sentito alcuni commenti subito dopo lo spettacolo che mi hanno fatto capire quanto molte persone, che la conoscono in altre vesti in tv, ieri sera siano state totalmente spiazzate.

Questo testo che una mia cara amica con una lunghissima carriera di attrice teatrale, e che è anche cinefila, ha definito “tosto” (ma l’aggettivo da lei usato è solo un eufemismo) accennando anche al film di Polanski (che non ho visto e lei probabilmente sì) è di David Ives ed è stato portato per la prima volta sui palcoscenici italiani da Valter Malosti, che è anche il protagonista maschile, nella traduzione di Masolino D’amico, e che è incentrato sul confronto-scontro tra un regista e un’attrice, nella realtà e nella finzione teatrale. Le scene e il disegno luci sono di Nicolas Bovey.

Per chi non conoscesse la storia cito dalla brochure di sala “In un teatro, dopo una giornata passata a fare audizioni per trovare l’attrice che possa interpretare il lavoro che si prepara a mettere in scena, Thomas si lamenta al telefono del basso livello delle candidate. Nessuna di loro possiede lo stile necessario per il ruolo da protagonista. Mentre sta per uscire appare Vanda e tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco elettrizzante del gatto col topo confondendo i confini tra fantasia e realtà, seduzione e potere, amore e sesso”.

Impacciatore riesce molto bene ad alternare i momenti in cui fa l’attrice giovane e un po’ “burina” che si presenta per il provino e che intercala parolacce e quelli nei quali interpreta Vanda, cambia completamente e in quest’ultimo ruolo si rivela davvero brava, appassionata e convincente. Anche Valter Malosti riesce a scindere bene le due parti come Impacciatore e ci regala un ritratto a tutto tondo di questo regista che rimane affascinato e coinvolto inaspettatamente da Vanda.

Peccato che il teatro Aurora sia così grande e che quindi l’acustica non sia delle migliori, si perdevano molte battute nelle ultime file e un altro appunto, se posso permettermelo: andrebbe forse aggiunto nella locandina che è adatto a un pubblico adulto per le tematiche e il linguaggio usato (sempre per i commenti che ho sentito ieri sera…).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*