Sheng nu: le zitellone cinesi

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sheng nu

Una volta da noi c’erano le zitellone, si diceva anche “restate per la vetrina” come merce che nessuno aveva voluto. Si alludeva a donne non sposate, un po’ troppo avanti negli anni per trovare ancora marito. Si trovavano soprattutto nelle famiglie più elevate dove era consueta la presenza di una zia nubile che si prendeva cura dei figli delle sorelle: ne era piena soprattutto la scuola. Poi il fenomeno pare essersi dissolto, un po’ perché si è pareggiato il numero delle femmine e dei maschi della popolazione per il venir meno della mortalità infantile ma anche perché l’ellissi della rigida morale sessuale di un tempo è stata superata da unioni più o meno libere e temporanee.

Il problema è esploso invece ora in Cina ed è conosciuto come sheng (avanzo) nu (donna): donne cioè avanzate nella scelta del matrimonio. Il termine diffuso dalla stampa è stato recepito anche dai dizionari e usato anche a livello ufficiale. A differenza del nostro “zitellone” si riferisce però a donne più giovani sotto la trentina, dai 27 anni in poi. Appare singolare il fatto che una ragazza non trovi marito in un paese dove ci sono 100 donne per ogni 120 uomini, un rapporto del tutto innaturale dovuto alla politica del figlio unico che solo adesso pare in via di superamento. Il fatto è che famiglie cinesi preferiscono avere un maschio e quindi, a volte, si preferiva abortire se si aspettava una femmina, anche se la pratica era illegale. Le sheng nu sono soprattutto ragazze che hanno una alta istruzione: fra college, specializzazioni e master si arriva troppo presto a 27 anni, termine fatidico perché la gente ti veda come una sheng nu e ti senta mortificata e i genitori si vergognano perché non hanno nipotini come gli altri La sheng nu viene poi colpevolizzata perché si ritiene che è era troppo esigente e voleva che il marito avesse casa e auto e questo e quest’altro. Inoltre si sono diffuse molte serie TV che si incentrano sul fenomeno che danno una immagine negativa della sheng nu.

In realtà è fenomeno comune in tutto il mondo che le donne accettino solo uomini che siano almeno al loro livello mentre gli uomini facilmente accettano anche compagne di livello culturale più modesto ma sono in imbarazzo di fronte a donne più elevate. Più la donna ha un livello alto, più i possibili candidati marito diminuiscono: avveniva e avviene anche da noi. Quindi in realtà non è “colpa” della donna ma di una mentalità che diremmo universale.

D’altra parte in Cina com’è inevitabile nella dinamica demografica, il numero degli uomini non sposati è superiore a quello delle donne e vengono definiti guang gun, cioè rami secchi perché non fanno crescere l’albero della famiglia. Però gli uomini diventano più tardi guang gun e il fenomeno riguarda gli strati più bassi che sono certo meno appetibili per le ragazze. I cinesi sono costretti a “importare” mogli dai paesi vicini più poveri ma non sempre la cosa è facile.

A volte pero il termine di sheng nu viene usato polemicamente in senso positivo: sono donne che hanno saputo affermarsi mantenendo la propria indipendenza e libertà: il marito può pure aspettare un poco in più. Sono nati quindi club e associazioni diremmo a carattere femminista. Tuttavia il senso intimo di fallimento della propria femminilità è preponderante.

Il termine si è diffuso anche oltre le frontiere nei paesi dell’estremo oriente ma anche in USA.

Il problema è che l’età da matrimonio a 27 anni è ancora troppo bassa per una società avanzata nella quale le donne vogliano studiare e affermarsi. In Occidente l’età del matrimonio è abbastanza più alta e nessuno pensa a una ragazza di 27 anni come a una zitellona.

Notiamo però che il fenomeno esiste in tutto il mondo, per cui l’allungamento della preparazione è andato spesso troppo oltre per cui non solo le donne ma anche gli uomini lasciano la famiglia di origine sempre più tardi.

 

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