Applausi e risate per la commedia “Come si rapina una banca”

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rapina bancaLa necessità aguzza l’ingegno. Ma non sempre nel solco della legalità. Non è, purtroppo, facile sbarcare il lunario in una società, tanto di ieri quanto dei giorni nostri, in cui miseria e povertà affliggono una considerevole fetta della popolazione. La pièce di Samy Fayad “Come si rapina una banca”, che l’associazione culturale Woodstock, diretta da Donata Indaco, ha proposto sul palcoscenico del teatro Fellini di Catania nell’ambito del cartellone “Teatro in allegria”, riesce a strappare risate ed applausi pur focalizzandosi su un’evidente situazione di disagio sociale della strampalata famiglia Capece, protagonista della messinscena. Con la regia di Giovanni Puglisi e con la partecipazione del soprano Cosetta Gigli, il sodalizio artistico etneo ha ben presentato uno spaccato dell’odierna società che, tra una risata e l’altra, è riuscito a suscitare nello spettatore più di uno spunto di riflessione. Una squallida baracca è la cornice in cui si svolge la “sopravvivenza” di Agostino, improvvisato inventore interpretato dallo stesso regista Puglisi, della moglie Gina (Francesca Barresi), donna molto concreta, di nonno Gaspare (Gianni Sciuto), papà di Agostino, ed ancora dei figli Tonino (Antonio Parisi), disoccupato e un po’ tontolone, e di Giuliana (Alba La Rosa), incinta ma senza marito. La voglia di riscatto del nucleo familiare si indirizza verso il piano criminoso di rapinare una banca, gestita dal direttore interpretato da Tino Mazzaglia, “disturbato”, ma soltanto in apparenza, dall’improvviso apparire sulla scena dell’incontenibile vedova Altavilla (Cosetta Gigli), anziana un po’ svampita. Tra equivoci e gags, il surreale piano, che dovrebbe risollevare le sorti dei maldestri ed improvvisati delinquenti, naufraga miseramente. Ma per fortuna della diseredata famiglia la tranquillità economica tanto agognata arriva, quasi per caso, per volontà di quella giustizia universale che premia gli uomini onesti. E così, alla resa dei conti, il direttore dell’istituto di credito, vittima dell’improbabile rapina, corona il suo sogno d’amore con Giuliana, regalando un barlume di speranza per il futuro di tutti i componenti della famiglia. Sulla scena anche Toti Finocchiaro, nei panni del postino impiccione.

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