Ven. Ago 19th, 2022
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Terzo e penultimo appuntamento della rassegna “Libri & Teatro d’aMare” al lido “Tre Gabbiani” Viale Kennedy di Catania con il monologo “Rosuccia Quartararo di Marina Montalbano.

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Un palco in riva al mare illuminato da una splendida, romantica luna piena invita all’amore e alla poesia. E poi lei…Rosuccia Quartararo.

Ha fatto la classica  “fuitina” Rosuccia Quartararo, dialettismo estratto dal siciliano con il significato di “piccola fuga”, allontanamento di una coppia di aspiranti coniugi allo scopo di porre le rispettive famiglie di fronte al “fatto compiuto” per ottenere il consenso alle nozze. E a lei chissà quale chimera meravigliosa rappresentasse il sesso ma così non fu: a lei non è piaciuto la prima volta e continua a non piacerle (sempri pasta e cucuzza è! Trad. E’ sempre pasta e zucchina).

La bravissima attrice e cantante,  Alice Ferlito è in scena la catanese Rosuccia, una donna semplice, instancabile casalinga un po’ rassegnata a quel ruolo, madre premurosa ed amabile di sette figli, maschi e femmine, maritati e non, con “prolo” e “prola” e senza prole che sposa un palermitano poco sensibile, rozzo ed abitudinario.

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Il più giovane dei sette si chiama Gaetano, il più amato da Rosuccia. Gaetano un giorno confessa alla madre di essere “Gai” ma non il diminutivo del nome ma Gai, diverso dagli altri (sei figli normali e uno diverso: uno su sette rappresenta una media più che ottimistica).

Il monologo affronta dunque il tema dell’omosessualità e della conseguente omofobia rappresentata dal padre e marito di Rosuccia. Uno tsunami che si abbatte su una famiglia umile ma di sani principi che non aveva previsto l’arginare di una simile “malattia” sociale.

Se ne parla pure in un comizio fatto in strada alla quale Rosuccia pretende di assistere: il caso di Gaetano la spinge alla riflessione, alla consapevolezza di avere accanto un uomo insensibile e padre-padrone dal linguaggio violento.

L’approcciarsi al contesto societario del suo tempo, porta Rosina a comprendere come le nuove generazioni (addirittura quella dei nipoti), sia più evoluta e perspicace della sua: è il nipotino Diegoarmando (tutto attaccato) che griderà, dall’estremità della tavola imbandita dalle fattive mani di Rosuccia, che lo zio Gaetano è Gay, tra la sorpresa e lo sgomento generale.

“Rosuccia Quartararo” di Marina Montalbano, è un monologo “sperimentale” gradevole e coinvolgente (il pubblico vive la storia insieme alla protagonista) che sembra prendere spunto dal teatro dell’improvvisazione pur non seguendone le classiche tracce tecniche.

Rosuccia è un personaggio simpatico, divertente e spontaneo, una donna che prende coscienza di se “in divenire”, man mano che la sua quotidianità si sviluppa nella vita come palcoscenico, guardando in faccia la realtà di una società che non la rappresenta ma che lei si sforza di assecondare, seppur maldestramente.

Quello di Marina Montalbano è un testo semplice nella complessità dell’intima vita del suo personaggio, personaggio interpretato da Alice Ferlito con un’assoluta, sicura, prepotente padronanza che solo un’attrice che ha raggiunto alti livelli di consapevolezza scenica, riesce a raggiungere.

Il prossimo ed ultimo appuntamento con la rassegna “Libri & Teatro d’aMare”, curata da Graziella Tramontana, Cinzia Caminiti Nicotra e Nellina Laganà,  è fissato per giovedì 25 agosto alle ore 21,00,  sempre al lido “Tre Gabbiani” – Viale Kennedy, 57 di Catania con “’A Civita”, scene di vita a Catania di Nino Martoglio con Nellina Laganà e Salvo Saitta.

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