Ore 23:23 “Sigma Epsilon and X”: appuntamento con il destino

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Ore 23:23 “Sigma Epsilon and X”: appuntamento con il destino

Al “Querelle de Brest” una scatola cinese di nome “Verità.”

 

Da giovedì 27 ottobre a domenica 30 ottobre 2016  al Teatro del “Canovaccio” di Catania (Via Gulli, 12) è andato in scena in anteprima assoluta lo spettacolo “Sigma Epsilon and X” scritto, diretto ed interpretato da Salvo Valentino. Con lui in scena Pietro Cucuzza.

Le video proiezioni sono di Gloria Di Paola, le scene di Angela Raimondo, riprese e montaggio video di Alessandro Tomasello, parrucco di Alfredo Danese, trucco video di Massimo Leotta, assistente di palco Davide Toscano.

 

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Lo spettacolo è una produzione del “CTS” Centro Teatrale Siciliano.

Epsilon (Salvo Valentino) investiga sull’assassinio di Leandro Dresner con ventitré coltellate che lo porta, tramite Grindr, una chat di uomini alla ricerca di altri uomini, a Sigma (Pietro Cucuzza) giovanissimo amante di Dresner. Sigma ha un alibi di ferro: la notte dell’omicidio era con un cliente, tale “X”.

Il numero “ventitré” diventa quasi la “cifra del destino”, l’appuntamento con il proprio io interiore, un viaggio metaforico tra verità e finzione nella spasmodica ricerca della libertà intellettuale e fisica tra ragione e sentimento, attrazione e passione, realtà e finzione.

Quella di Sigma ed Epsilon è una corsa dell’anima per raggiungere la rispettiva  stabilità psicologica che coinvolge tutti i sensi in un gioco di seduzione tra due esseri umani molto diversi tra di loro ma, paradossalmente scoperti l’uno alterego dell’altro.

“Sigma Epsilon and X” è l’acrostico della parola inglese “SEX” ed è proprio il sesso, in questo testo originale, ad assumere un ruolo chiave nell’intera vicenda un po’ come nel pensiero  onirico di Freud, padre della psicoanalisi moderna.

Un testo introspettivo, originale, a tratti con un lessico “spietatamente diretto” ma mai triviale, una frenetica ricerca del se negli occhi dell’altro, specchio di un’interiorità complessa ma fragile, vogliosa di passione e al tempo stesso impaurita dalle nefaste conseguenze che essa provoca in una psiche incatenata nel conformismo di una società che ci vuole esseri di carne “in serie”.

I bravissimi attori Salvo Valentino e Pietro Cucuzza, dimostrano in scena un grande affiatamento ed una rilevante padronanza nonostante il tema trattato non facile da gestire.

Un grande lavoro “innovativo” e “coraggioso”, sferzante, affrontato con grandissima dignità scenica ed eleganza in cui l’essere umano diventa vittima e carnefice di se stesso.

Epsilon ritrova negli occhi di Sigma, ventitré anni, gli occhi del proprio figlio perduto durante l’età adolescenziale: anche lui avrebbe avuto la stessa età se avesse camminato ancora su questa terra.

Gli occhi di Sigma sono stati capaci di accendere in Epsilon una fortissima attrazione di sensi, dove si perde e si ritrova ora libero, ora in catene chiuso in quella “solitudine che fa più male delle ventitré coltellate inflitte a Dresner”, in quella scatola-prigione dove egli stesso ha imprigionato il proprio cuore sanguinante strappato da un petto che alterna fasi di dolore acuto a fasi di completa “insensibilità”.

E, mentre per il giovanissimo Sigma il sesso diventa quasi una necessità, una panacea per superare i propri traumi infantili, per Epsilon è una scoperta, una condanna ma anche una forma di ribellione alla condizione sociale che lo etichetta “marito e padre” insoddisfatto però in entrambi i ruoli “ufficiali”. Ruoli che non gli permetteranno di lasciarsi “andare”, di cedere a quella passione improvvisa, eccitante, avvincente.

Salvo Valentino, fondatore della “Compagnia dei Giovani” e Pietro Cucuzza rappresentano un’interessante, talentuosa realtà teatrale che, a parer nostro dovrebbe avere la possibilità di essere tenuta in seria considerazione.

In un “clima” teatrale preoccupante, si ha bisogno di nuove energie intellettive, nuovi spunti di riflessioni: si ha la necessità di “svecchiare” un teatro ancorato nei soliti vecchi testi di autori tradizionali.

Non è vero che il pubblico ha bisogno soltanto di ridere: il pubblico ha bisogno di essere educato alla riflessione, deve essere sollecitato alla conoscenza, all’accettazione delle “novità” intese come crescita, alla ri-scoperta di veri talenti come quelli degli attori Valentino e Cucuzza capaci di risollevare le sorti di un Teatro ormai agonizzante.

 

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