LOVE: l’arte contemporanea incontra l’amore

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Joana Vasconcelos
Joana Vasconcelos

L’amore felice, atteso, incompreso, ambiguo, odiato, infantile e trasgressivo. All’amore e alle sue diverse sfaccettature è dedicata la mostra “Love: l’Arte contemporanea incontra l’amore”, visitabile al Chiostro del Bramante di Roma dal 29 settembre al 19 febbraio 2017. Una collettiva, curata da Danilo Eccher, che riunisce i più celebri artisti dell’arte contemporanea internazionale: Vanessa Beecroft, Francesco Clemente, Nathalie Djurberg e Hans Berg, Tracey Emin, Gilbert & George, Robert Indiana, Ragnar Kjartansson, Yayoi Kusama, Mark Manders, Ursula Mayer, Tracey Moffatt, Marc Quinn, Joana Vasconcelos, Francesco Vezzoli, Andy Warhol, Tom Wesselmann.

Love non si presenta nel modo tradizionale in cui siamo abituati a visitare una mostra. Love va oltre il concetto di museo. Il vero protagonista è il pubblico che può fotografare liberamente tutte le opere esposte e veicolarle attraverso l’hashtag #chiostrolove. Altra importante novità: ogni visitatore sceglie tra 5 “partner audio” – John, Coco, Amy, David e Lilly – che guidano i visitatori a seconda del tipo di esperienza che si vuole intraprendere.

Nei due piani dell’esibizione, il percorso inizia con le sculture originali di Indiana, i famosi stampi monumentali Love e Amor. Le opere di Wesselmann raccontano l’amore sensuale attraverso un linguaggio diretto, appartenente alla cultura pop. Moffatt narra tutte le fasi dell’amore dall’idillio iniziale alla rottura. Vezzoli propone l’amore per la storia dell’arte e per il divismo. Warhol è presente con la serigrafia di un negativo di Marilyn Monroe accostata alle proiezioni di un film viscontiano della Franco-Austriaca Ursula Mayer.

La sala centrale è riservata alla scena artistica di Marc Quinn e la coppia Gilbert & George con i loro grandi autoritratti specchiati. Il grande Love Painting di Quinn rappresenta l’amore eterno di Romeo e Giulietta, mentre le altre opere raccontano l’amore oltre i confini della malattia e il fulgore della bellezza fermata per sempre nell’istante prima della morte. E visto che l’arte è anche musica, il gigantesco cuore realizzato con posate di plastica rosse di Vasconcelos, simbolo di una quotidianità ripetitiva e tormentata, canta, con la voce di Amalia Rodriguez, l’incanto del fado.

La gente è allegra, sorride lungo un percorso espositivo per nulla convenzionale. E tra un piano ed un altro, spazio ai pennarelli di tutti i colori per imprimere il proprio pensiero ed esprimere le proprie emozioni.

Amore è anche mettersi in gioco in prima persona, di essere nell’opera e non più guardarla da fuori. È quello che chiede Kusama a chi entra nell’Infinity Mirrored room, dal titolo All the Eternal Love I Have for the Pumpkins (2016). La porta si chiude e si viene proiettati in un mondo psichedelico, costituito da sculture simili a zucche gialle luminose riprodotte all’infinito da specchi. Così si conclude la mostra: venti secondi immersi in una dimensione dove realtà e immaginazione sfumano. All you need is love.

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