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Al Teatro “Erwin Piscator” di Catania dal 27 ottobre al 6 novembre c.a.

Un testo non facile, un micro teatro nel teatro dove le anime si muovono su di un palcoscenico che poi poi altri non è che la vita.

Il “Servo di scena” di Ronald Harwood rappresentato al “Teatro Erwin Piscator” di Catania, con l’attenta regia di Sebastiano Mancuso, è una “mise en scene” poetica e delicata, dai toni  che dimostrano un grande rispetto reverenziale nei confronti del “mestiere” di attore,  una  carezza fatta di parole, gesti e cuore.

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L’atmosfera soave del lavoro viene squarciata dai rumori roboanti dei bombardamenti  aerei  nazisti nei cieli d’Inghilterra anni ’40 ma che non riescono in alcun modo a fermare l’attaccamento morboso al teatro da parte di Sir, anziano attore notissimo interprete dei testi “shakespeariani” che ha fatto di quell’arte l’unica ragione di vita.

Le scene ben congeniate sono di Pamela Baudo, i costumi di Laura Guidotto, disegno luci di Elvio Amaniera, fonica di Fabio Grasso, l’organizzazione di Federica Susini per T.D.S.

Il bravo e noto attore Salvo Saitta è Sir, nome indefinito del protagonista che, in preda ad una crisi di pianto, inizia a girovagare per la città. Lo trova il suo fedele servo di scena, beone forsennato di whisky. Norman è  interpretato con disinvoltura e genuinità dall’attore Eduardo Saitta.

La psiche di Sir denuncia lacune alquanto profonde tali da minare seriamente la replica del “Re Lear” di quella sera: ciò preoccupa tutta la compagnia che convulsamente, uno ad uno irrompe nel camerino di un confusissimo Sir, intralciando l’opera di convincimento da parte di Norman.

Il giullare Thornton è interpretato dall’eleganza e della gentilezza dell’attore Aldo Mangiù. Il prepotente e rozzo Oxemby, aspirante autore viene affrontato con adeguatezza da Massimo Procopio.

La preoccupata e confusa moglie di Sir è la brava e sensibile attrice Annamaria Nicotra.

L’attrice Adele Ferlito da corpo e voce ad Irene, procace giovane donna che attira l’attenzione di Sir circuendolo con la sua bellezza fanciullina affinché possa ottenere  la possibilità di poter recitare. Norman la tiene a debita distanza.

L’adeguata, convincente, preparata attrice Antonella Scornavacca è Madge, amica da anni e fedele ed autoritaria guida morale di Sir, segretamente innamorata del vecchio e famoso attore.

Molto toccante la scena del dono dell’anello fatto da Sir a Madge quando questi si rende conto di avere molto poco da vivere. Egli rivela alla donna di essere da sempre stato consapevole del suo amore impossibile e rassegnato.

Mentre Norman si arrabbia amareggiato perché Sir non lo cita tra i suoi ringraziamenti scritti in pausa spettacolo su di un quadernetto, Sir esala l’ultimo respiro abbandonato sulla poltroncina del suo camerino.

Insieme al rumore degli aerei nazisti, si sente il fragore di un bicchiere che, scivolato dalla mano penzolante di Sir, si schianta rovinosamente sul pavimento rotolando.

In quell’attimo Norman squarcia la  notte il grido disperato di Norman: “che ne sarà di me?”.

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