Nessun attentato finora in Italia: perche?

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Fino ad ora il nostro paese è stato risparmiato dai sanguinosi attentanti che hanno colpito crudelmente altri paesi europei. Per questo ringraziamo i nostri servizi anti terrorismo, e giustamente, perché pare che i nostri servizi funzionino meglio degli altri. È comunemente riconosciuto.

Ovviamente bisogna tener presente anche altri fattori generali. Innanzi tutto un’osservazione generale che ridimensiona il valore delle statistiche degli attentati: solo una parte infinitesimale degli islamici presenti in Occidente ha a che fare con gli attentati: quindi il campione che prendiamo in esame è scarsamente significativo. È noto infatti che la probabilità aumenta con il numero degli avvenimenti: se esso è molto basso rispetto al totale le conclusioni che se ne possano trarre sono poco attendibili. Se esaminiamo solo poche estrazione del lotto potremmo avere la sensazione che certi numeri escono più frequentemente di altri. Ma se la serie esaminata è abbastanza ampia si verifica che la probabilità è la stessa per ogni numero. Se esaminiamo il numero del sesso dei nati in una singola famiglia avremmo un’idea molto errata sulla proporzione dei sessi.

È la legge fondamentale della probabilità: non possiamo quindi essere troppo sicuri che un attentato non colpisca anche l’Italia perché fino ad ora non è accaduto perché il campione statistico è poco significativo.

Va considerato poi un fattore sociologico. Da noi l’immigrazione è più recente e quindi sono scarse le seconde o terze generazioni da cui in genere escono gli attentatori: anche i volontari islamici partiti dall’Italia sono stati pochissimi.

Si noti che anche nella penisola iberica che ha un’immigrazione islamica recente non ci sono stati attentati a parte quello dei treni che era però organizzato sul modello dell’undici Settembre.

Bisogna considerare un elemento fondamentale: contrariamente a quello che molti pensano, un attentato non viene fatto per questo o quella ragione in base a un piano preordinato ma dovunque, in qualunque momento, se c’è qualcuno disposto a farlo Se un camion piomba su un mercatino di natale a Berlino non bisogna pensare che si volesse colpire la festa principale dei cristiani e a un avvertimento alla Germania per chi sa cosa: semplicemente, casualmente, una persona fanatica, spesso un fuori di testa, si è trovato casualmente a Berlino e ha trovato casualmente un posto affollato nel mercatino. Poteva accadere dovunque ci fosse stato un fanatico e un luogo affollato. E dovunque ci sono fanatici e luoghi affollati. L’invito dell’ISIS e dei gruppi jihadisti è sempre lo stesso: colpire i crociati, cioè gli Occidentali tutti, perché tutti corresponsabili dell’aggressione all’Islam, in qualunque momento, dovunque e in qualunque modo sia possibile. Gli attentati vengono dal basso dovunque ci sia qualcuno disposto a farlo per qualunque concatenarsi di imprevedibili percorsi personali.

L’ISIS non ha una strategia e questo rende praticamente impossibile prevederne le mosse e impraticabile ogni possibilità di trattativa sia pur minima. È come il ribollire di un magma che prende strade secondo le imprevedibili conformazioni del terreno. D’altra parte questo sta determinato la sconfitta dell’ISIS in Siria e Iraq perché colpisce ciecamente dovunque e chiunque e quindi si trova contro chiunque e dovunque, Russi e Americani, Turchi e Curdi, Iraniani e Sauditi, irriducibili avversari fra di loro, combattono tutti contro l’ISIS. Perfino i talebani afgani sono diventati loro nemici.

 

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