“Così è se vi pare” e Le verità soggettive

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Sold out e grande applausi  per lo spettacolo teatrale “Così è se vi pare” di Luigi Pirandello al “Piccolo Teatro della città” di Catania, dal 2 marzo c.a. con la scrupolosa, originale regia di Gianni Salvo.

Il genio letterario di Pirandello si incontra con il genio registico del maestro Gianni Salvo, incontro che genera un lavoro magistrale, originale e che riesce a creare magia,  immaginazione e tanta “grottesca” poesia.

“Pupi siamo, caro signor Fifì! Lo spirito divino entra in noi e si fa pupo. Pupo io, pupo lei, pupi tutti. Dovrebbe bastare, santo Dio, esser nati pupi così per volontà divina. Nossignori! Ognuno poi si fa pupo per conto suo: quel pupo che può essere o che si crede d’essere. E allora cominciano le liti! Perché ogni pupo, signora mia, vuole portato il suo rispetto,non tanto per quello che dentro di sé si crede, quanto per la parte che deve rappresentar fuori. A quattr’occhi, non è contento nessuno della sua parte:ognuno, ponendosi davanti il proprio pupo, gli tirerebbe magari uno sputo in faccia. Ma dagli altri, no; dagli altri lo vuole rispettato”. (Da “Il berretto a sonagli” – Luigi Pirandello).

E sono proprio dei pupi mossi da fili invisibili, presenti sul palcoscenico: dei pupi muti di bocca ed eloquentissimi nella mimica caricaturale. Un susseguirsi originale di sequenze sceniche che riproducono i classici film muti di Chaplin in un immaginifico salotto – gabbia. Uno spettacolo di grandi qualità artistiche e ragguardevole spessore interpretativo dove le tante verità, frutto dell’incontro tra osservatore ed osservato (come lo stesso Gianni Salvo scriverà nella presentazione del lavoro), sfociano nella grottesca “tipizzazione” dei singoli personaggi.

Le scene essenziali sono curate da Jacopo Manni, gli originali, appropriati costumi sono di Sara Verrini e delle Sorelle Rinaldi, le musiche di Erik Satie mentre le elaborazioni musicali sono curate dal maestro Pietro Cavalieri. Luci e fonica di Simone Raimondo, fotografie di Dino Stornello.

Due facce della stessa vita vissuta quelle della Signora Frola e del Signor ponza, suocera e genero: l’una crede che la figlia continui a vivere accanto al genero mentre questi dichiara che la donna che le sta accanto è la sua seconda moglie. Due drammatiche “verità” dichiarate convintamente ed in modo talmente credibile che la gente le fa sue entrambe, nonostante siano l’una la negazione dell’altra.

La Signora Frola reca volto e cuore della brava ed intensissima attrice Carmen Panarello capace di trasmettere tutte le sofferenze di una madre che non accetta la morte della figlia lanciando il suo grido d’aiuto sordo carico di dignità scenica atto a convincere della sua “verità” i presenti del salotto. La sua interpretazione è capace di far vibrare, emozionando le corde dell’anima.

Il genero della Signora Frola, il Signor Ponza è ben interpretato, con consapevolezza, pacatezza e padronanza dal bravissimo attore Agostino Zumbo. Ammirevole la sua eleganza e la sua avvincente passione sulla scena.

La sempre adeguata e convincente attrice Evelyn Famà, è la cameriere e la figlia della Signora Frola nonché seconda moglie del Signor Ponza. Intensa la sua mimica e la sua tipizzazione,  forte e sferzante la sua frase finale, “chiave di volta” dell’intera tematica “pirandelliana”: “IO SONO COLEI CHE MI SI CREDE”.

Grande mimica e grande trascinatore delle “masse” è l’attore Enrico Manna, mago e astrologo, affabulatore ipnotico capace di avvincere e trascinare, manipolare come un burattinaio quei pupi in scena attoniti dai suoi gesti, rapiti dalle sue indicazioni al cielo, a quella parte di creazione che rappresenta il “mistero”, l’incomprensibile che tanto affascina l’uomo. Enrico Manna è convincente nei suoi sguardi ora sgomenti, ora compiacenti, ora furbi e riflessivi in un crescendo d’intensità ammirevole.

Gli altri grotteschi personaggi del salotti son ben caratterizzati dagli attori Luigi Nicotra (il bellissimo Cecè), Antonio Castro (l’imbecille), Giovanni Calabretta (il Sindaco), Patrizia Bertolino (la moglie del Sindaco), Rita Stivala (la Signora Ignazia), Silvia Corsaro (Mommina), Roberta Nanni (Totina) e Roberta Andronico (Dorina).

Divertentissima, infine è la “tipizzazione” di Belluca da parte del bravo attore Savì Manna che trascina i vari personaggi in un ballo di gruppo mimato.

Così è, ma se a voi pare!

Tutte le fotografie sono di  di Dino Stornello

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