Operaincerta ama i libri

Operaincerta ama i libri

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La genesi della rivista “Operaincerta” crediamo la conosciate in tanti. Un gruppo di amici, siamo nel febbraio 2003, accomunati da diversi interessi, tra i quali la scrittura, decidono di dar vita a un progetto culturale per esprimere la passione e la voglia di dire qualcosa attraverso le parole.

Dopo tanti incontri, farciti da idee, cene e discussioni, decidono che la “meravigliosa creatura” debba essere una rivista mensile da pubblicare solo online (siamo stati tra i primi in Italia, lasciateci godere di questo primato), che si chiamerà “Operaincerta”, con riferimento ai bianchi muretti a secco che disegnano il territorio rurale ibleo, ma anche per dare il senso dell’incertezza (“oggi ci siamo, domani chissà”), e che il primo numero sarà pubblicato il 14 luglio di quell’anno, in omaggio agli ideali legati a quella data.

Due anni da “clandestini”, nel senso che la rivista non viene registrata in tribunale, poi diventa “legale”, direttore responsabile Antonio La Monica.

Qualche giorno fa è stato pubblicato il numero 143 (nella contabilità non ci sono i 24 “abusivi”), sono già passati 14 anni e nessuno dei fondatori pensava di durare così tanto. In questi 167 mesi tante sono state le firme che hanno contribuito a far diventare il giornale quello che è adesso. Se ne contano circa duecento, alcune resistono fin dal primo numero, altre sono state, per tanti motivi, una meteora.

Una firma che da qualche anno non c’è più, ma il cui ricordo ci fa ancora male al cuore è quella di Lorenzo Vecchiato.

Ho conosciuto Lorenzo nel 2002. Lui trevigiano, io ragusano, le nostre vite si sono incrociate grazie ad amici comuni. Innamorato della musica del diavolo, Lorenzo ha voluto fin da subito dare il suo contributo al progetto “Operaincerta” curando la rubrica “Tracce di blues”.

La vita a volte è crudele e spesso si porta via i migliori (sono frasi fatte ma in questo caso c’è tanta verità): nel 2004 a Lorenzo viene diagnosticato un tumore al cervello e nel maggio di due anni dopo il nostro amico ci lascia. Stava per compiere 42 anni.

Lorenzo ha scritto per “Tracce” una trentina di articoli e dopo la sua morte, per ricordarlo, la famiglia ci ha chiesto di raccogliere in un libro i suoi scritti.

Nasce così il primo libro di Operaincerta Editore. Negli anni successivi la nostra casa editrice pubblica altri nove libri, da “Come bere bene” di Salvo Foti, a “Urlano anche i topi” di Carlo Blangiforti, passando per le “Opere complete di Paolo Maura”, “Quel treno per la Polonia”, “L’araldica impostura”, “Parole degli iblei”, “Tre per tre” e “Quaderno tanzani”.

Tutti volumi legati da un filo conduttore: sono stati scritti (o curati) da collaboratori della rivista.

Adesso Operaincerta Editore ha deciso di fare un ulteriore passo in avanti, pubblicando anche nuovi autori perché crediamo che i libri, e la lettura in generale, contribuiscano a rendere migliore il mondo in cui viviamo.

Per questo, se condividete anche voi quest’ideale, e avete un manoscritto nel cassetto, che sia un romanzo, una raccolta di poesie, un saggio, narrativa per l’infanzia o altro inviatecelo per una valutazione. Esperti nel settore dell’editoria, della comunicazione e del marketing provvederanno a realizzare il sogno di vederlo trasformato in un vero e proprio libro.

Perché Operaincerta Editore da sempre ama i libri e chi li scrive.

Facebook: https://www.facebook.com/OIeditore/

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