DON GIOVANNI E LO SPECCHIO DELLE VOLUTTA’ UMANE

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Grande successo per il “Don Giovanni” da Molière di e con  Francesco Russo al Teatro L’Istrione di Catania nei giorni 13-14-15 ottobre c.a.

E per finire, via quella maschera Sgangarello! Sei finalmente libero!

Riponi quella maschera e tutte le catene ipocrite in essa. Cosa significa servire un padrone frivolo e superficiale quando si possiede un animo sincero che crede ancora nell’amore vero ed unico? Perciò, via quella maschera in morte del padrone!

Spettacolo che inaugura la stagione 2017/2018 del Teatro L’Istrione dal titolo “A Ciasc1 il suo”, “Don Giovanni” tratto da Molière e scritto e diretto da Francesco Russo ha grandemente meritato i calorosi applausi a scena aperta e l’ovazione del pubblico durante i saluti finali.

Con la scenografia di Valerio Santi, direzione tecnica di Aldo Ciulla, light design di Ségolène Le Contellec, costumi della Costumeria L’Istrione, riprese video di Alfio Nicotra, il “Don Giovanni” a firma dell’originale, creativo, sensibile, istrionico autore, regista ed attore Francesco Russo mette in risalto il lato “vulnerabile” del personaggio, quello più intimo e fragile, quello alla continua ricerca dell’affetto negatogli dalla madre in quell’infanzia che non smette di farlo soffrire.

Al suo fianco il fedele servo “siculo” Sgangarello, accondiscendente ma a tratti ribelle suo malgrado, tratto dalla “Commedia dell’Arte”,  un genere teatrale basato  sull’ improvvisazione in scena, con uso di maschere e sfruttando grandi doti mimiche.

Personaggio speculare di Don Giovanni è la giovane Zanetta, donna combattiva fino allo stremo, modello di grande emancipazione femminile, sicura di se e della propria potenzialità. Vittima del padre (come Don Giovanni lo era della madre), fa i conti con il trauma e la violenza che subisce da quando aveva sette anni e che infine punisce condannandolo a morte.

Come per Don Giovanni la frustrazione dell’amore negato della madre lo porta a “castigare” ogni donna con la sua fulminea passione seguita dall’abbandono cinico e sprezzante, per Zanetta vittime della violenza subita sono gli uomini che beffeggia assumendone le sembianze. Entrambi infine diventano carnefici e vittime del loro stesso “contorsionismo” emotivo, della loro stessa sete di vendetta: si uccideranno a vicenda.

Il sempre adeguato, bravo attore Concetto Venti, ben interpreta il padre della dolce Isabella e la combattiva Zanetta, il Commendatore. La giovane e brava attrice Eleonora Sicurella è la soave ed elegante Isabella alla quale Don Giovanni giura  eterno amore che revoca, in modo beffardo e crudele dopo sette giorni. Morirà suicida per seguire il padre e per far tacere per sempre la voce della sua sofferenza amorosa.

La versatile, preparata, appropriata attrice Cindy Cardillo è Leandra, la madre frivola ed egoista di Don Giovanni. La sua è un’interpretazione “forte”: autoritaria nei modi e senza un benché  minimo gesto d’ amore nei confronti del figlio che, nonostante tutto la va a trovare sperando in un  miracoloso cambiamento.

La sua indifferenza “filiale” porterà Don Giovanni al gesto estremo dell’omicidio donando alla madre il suo ultimo respiro in un bacio, quello stesso bacio accompagnato da un abbraccio che ella gli aveva sempre negato con cattiveria e freddezza d’animo.

Irene Tetto veste i panni della “guerriera” Zanetta. La sua è una prova da grande attrice, egregia, eccellente. Grande padronanza scenica, impeccabile nei modi e nelle azioni, è indiscutibilmente un’interpretazione straordinaria. Il suo personaggio riuscirà a far provare a Don Giovanni, per la prima ed unica volta nella vita, il vero e grande amore, quello che ti fa scoppiare il cuore dentro al petto diventando vero e proprio dolore fisico.

Il sempre eccezionale ed ammirevole attore, regista ed autore Valerio Santi è Don Giovanni: bello, affascinante, carismatico ma anche cinico e freddo, insensibile e spietato. Il suo personaggio sembra cucito addosso sulla sua  pelle: ogni  gesto, ogni parola è armonica, consona al ruolo, impeccabile e a tratti di grande intensità emotiva.

Francesco Russo è Sgangarello, servo mascherato burlone ed umano. Sempre magistrale la sua interpretazione caratterizzata spesso dall’ironia “sicula” frutto di un grande amore ed  attaccamento alla propria terra d’origine. Francesco Russo è un “maestro” del palcoscenico avendone grande rispetto e cura. La sua umiltà ed umanità, il suo grande amore per il Teatro trasuda da ogni suo personaggio e arriva al pubblico creando “intimità” ed emozioni forti e vincenti.

Bellissima e molto significativa la scena della morte di Don Giovanni e dell’arrivo della madre che viene a prenderlo dall’inferno. Nella sua cattiveria in vita, regala al figlio la possibilità del pentimento estremo rifiutata da questi con disprezzo. Nell’abbraccio della morte e della perdizione eterna, i due vengono inghiottiti dalle fiamme dell’inferno.

E adesso, togli la maschera Sgangarello! Sei finalmente libero di vivere la vita senza ipocrisie e finta approvazione.

Grida al mondo la tua disperazione di non aver potuto vivere come volevi: grida al mondo intero la tua verità, il tuo amore!

 

La prima foto in gruppo è di Dino Stornello.

 

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