“DoNNe non solo DaNNo” – un teatro con meno DaNNo e più DoNNe

“DoNNe non solo DaNNo” – un teatro con meno DaNNo e più DoNNe

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Sabato 21 ottobre e domenica 22, a riempire il palco del teatro Rex di Giarre, l’energia magnifica e istrionesca e improvvisante di Maria Rita Leotta che il pubblico di Giarre acclama numerose volte. L’attrice Leotta regala al suo pubblico numerosi spettacoli annuali, con grande affluenza di spettatori, dove la stessa si cimenta con successo e approvazione in monologhi in alternanza tra comico e drammatico. Quest’anno le aspettative del pubblico sono state largamente saziate dall’attenta regia di Maria Rita Leotta e dall’abile penna di Antonella Sturiale che, con grande ironia ed intelligenza drammaturgica, ripercorre ora con un sorriso, che sa di pianto, ora con un pianto che sa di sorriso, la storia della donna e della sua iconografia, passando da Eva, fino a giungere al monologo meraviglioso di Sant’Agata, percorrendo la tragedia di Giovanna D’Arco, a Maria Antonietta D’Asburgo. Insomma un excursus inaspettato, tutto al femminile.

L’amicizia e la stima tra Autrice e performer da luogo ad un vero dialogo d’arte, dove l’informazione è ludica, lo spettacolo è vero e proprio gioco. Lo spettatore è colto alla sprovvista all’apertura del sipario- secondo atto. Il tempo si ferma e “la donna” analizza con rabbia e risentimento colui che la deturpa, la priva di qualcosa ogni giorno, essa stessa si mette in alto di fronte a Dio e di fronte al tempo sfidandolo, come se potesse immaginare d’avere il potere di farlo soffrire, di riversare almeno per una volta tutta la sofferenza su di lui, la stessa sofferenza che esso continua a dare ai popoli ora per ora, minuto per minuto. “Fermati istante” tu sei il nemico.

 

La donna ne esce vincitrice, staccandosi un capello bianco lo sfida, il palco trema tendendo verso l’infinito. Prosegue l’atto nella follia più totale. Ad affiancare la Leotta, Enrico Brancato e Gaetano Venuto. Semplicemente perfetti, puliti, auto ironici; grandi applausi per Gaetano che deve molto alla sua interpretazione straordinaria di Lucia Mondella, tratta dai “Promessi sposi”, come Enrico Brancato eccellente, irresistibile nella sua interpretazione della serva del re. Gli attori spogliati della loro istrionesca abilità, leggono infine Shakespeare commovendo il pubblico; Brancato legge una poesia scritta da lui. Poi  Rossella Leonardi, Michela Damino, Roberta Di Mauro e Giulia Maria Licciardello, giovanissime artiste, coronano di classe e talento il palco con degli intermezzi musicali e di danza. Insomma Antonella Sturiale ha scritto per degli attori eccellenti, gli attori eccelsi hanno dato giustizia alla scrittura della Sturiale.

Uno spettacolo godibilissimo, da portare in giro, perché ricorda quanto sia importante informare anche delle volte cambiando la modalità, perché tutto diventi più comprensibile, più accessibile, più dilettevole. Così il teatro è pedagogia, così la figura dell’attore riprende quota e ne riceve rispetto, così il teatro dovrebbe essere fatto, pensandolo con meno DaNNo e con più DoNNe.

Francesco Russo

 

Si ringrazia per la locandina e l’assistenza alla regia, Jessica Parisi.

 

 

 

 

 

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