Le tombe dei patriarchi

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Trump ha deciso che gli USA debbano ritirarsi dall’UNESCO perché questa sarebbe egemonizzata da correnti anti israeliane o addirittura antisemite e, in particolare, per la ventilata elezione alla sua guida di una personalità del Qatar che ha manifestato sentimenti anti israeliani (ma sarebbe strano che non ne avesse).

In realtà già dal 2011, quando la Palestina fu ammessa nell’organizzazione, gli USA non versano più le quote e comunque, dopo il ritiro previsto per il prossimo anno, gli USA resterebbero come osservatori. In concreto ci pare che non cambi nulla ma il principio è importante.
Fra i fatti che mostrerebbe la deriva anti israeliana viene citato il caso della cosiddetta tomba dei patriarchi, caso che Paolo Mieli ha ripreso in un articolo sul corriere della sera del 13 ottobre: le troppe distrazioni dell’Italia sull’UNESCO

http://www.corriere.it/opinioni/17_ottobre_13/unesco-troppe-distrazioni-e36a1f5a-af81-11e7-be55-08dc7ea09b29.shtml

Su questo caso vogliamo qui soffermarci.

Israeliti infatti significa figli (discendenti) di Israele, nome dato a Giacobbe dall’angelo di Dio, secondo il racconto biblico. Perché allora togliere agli israeliti la tomba degli avi per attribuirla agli islamici palestinesi se non per ostilità anti ebraico? In realtà sul piano storico le cose stanno diversamente.

Si tratta di grotte nelle quali secondo una credenza sarebbero stati sepolti i patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe) poste nella città palestinese di Hebron (secondo l’antica denominazione ebraica, attualmente in arabo el –kalil). Notiamo en passant che una tale credenza non ha assolutamente alcuna attendibilità ed è, con ogni certezza, errata ma questo è scarsamente rilevante. Si tratta di un sito cosiddetto devozionale: la sua importanza storica risiede nel fatto che per un tempo lunghissimo è stato creduto la tomba dei patriarchi, seppure a torto. In Palestina vi sono molti siti cristiani (e non) che, pure non essendo certamente autentici, tuttavia sono stati considerati tali per lungo tempo (ad esempio la tomba di Maria). Sul piano storico questa credenza è importante e non la loro autenticità.

Nel nostro caso la credenza che si trattasse della tomba dei patriarchi non esisteva assolutamente in età ebraica antica, né in quella romana, né in quella bizantina. Fu invece una leggenda mussulmana nata in un periodo imprecisato prima delle crociate durante le quali fu accettata come autentica e visitata anche da cristiani. Con la cacciata dei crociati dalla Palestina il sito venne chiuso ai non mussulmani (come lo sono tutti i luoghi di culto islamici). Alla fine dell’800 però, sotto la pressione delle potenze europee sul governo turco, fu reso possibile anche l’ingresso a cristiani ed ebrei. Come in tanti altri luoghi santi.

Dal punto di vista storico non si vede quindi in nessun modo come questo monumento possa essere attribuito all’ebraismo e non all’Islam.

Il fatto che si riferisce (ma nessuno ci crede veramente) ai patriarchi non significa affatto che appartenga agli Ebrei. Il dio di Abramo, Isacco e Giacobbe non è esclusivo dell’ebraismo ma è comune a cristiani e mussulmani. Quel sito è stato per circa mille anni proprio degli islamici e poi condiviso con il popoli del libro (cristiani e ebrei).

Come si spiega allora questa pretesa ebraica? Con il fondamentalismo religioso ebraico.

Gli ebrei fondamentalisti (come quelli che hanno due frigoriferi uno per il burro e uno per la carne) ritengono che la Palestina (la terra dove scorre latte e miele) sia stata data da Dio direttamente ai loro avi perché la trasmettessero ai loro discendenti (non a quelli che ne condividono la religione). Tutto quello che è in Palestina quindi per diritto divino è il loro retaggio (hityashvu) a cui sarebbe blasfemo rinunciare. Ma storicamente è una assurdità. Gli ebrei furono cacciati dalla Palestina nel 79 d.c. e poi definitivamente nel 146 d.c. La Palestina divenne allora una terra di pagani, poi di cristiani e poi mista cristiani e mussulmani e piccoli nuclei di ebrei. Tutti i siti eretti dopo la cacciata degli ebrei fino alla fondazione dello stato di Israele che vi si trovano quindi non sono ebraici. Sono ebraici invece quelli precedenti alla cacciata di cui il più importante e noto è il cosiddetto muro del pianto che era un muro di contenimento del tempio fatto erigere da Erode il grande. Ci sono poi altri siti come quello di Masada, che archeologi israeliani amorosamente hanno ritrovato e restaurato. Forse l’unica eccezione può essere la sinagoga di Cafarnao, costruita presumibilmente nel V secolo da una comunità ebraica di cui non si hanno altre notizie.

I luoghi storici dell’ebraismo sono invece dispersi in tutto il mondo cristiano e islamico: dovunque vi sono sinagoghe e altre monumenti (grandiosi quelli del quartiere ebraico di Praga). La vita degli ebrei si è svolta per quasi duemila anni fuori della Palestina e conseguentemente i loro monumenti storici si trovano fuori della Palestina.

 

 

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