Una giornata particolare, al Politeama Genovese

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Ha debuttato ieri sera al Politeama Genovese dove sarà in scena anche stasera “Una giornata particolare”, un adattamento di Gigliola Fantoni del celebre film del 1977 di Ettore Scola e Ruggero Maccari per la regia di Nora Venturini la quale così spiega le motivazioni di questa scelta “Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare, superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese”.

E i ruoli che nel film erano di Sofia Loren e Marcello Mastroianni sono qui affidati a Valeria Solarino e Giulio Scarpati. Completano il cast Paolo Giovannucci, il marito di Antonietta, Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Paolo Minnielli e Federica Zacchia. Molto belle le scene di Luigi Ferrigno e i costumi di Marianna Carbone, le luci sono di Raffaele Perin. Ottima l’idea della contaminazione tra teatro e cinema con la proiezione di video dell’epoca che aiutano a contestualizzare la vicenda grazie a Marco Schiavoni.

Antonietta-Valeria Solarino sa parlare solo in stretto dialetto siciliano, con accenti ragusani, è totalmente vittima del marito e dei sei figli e quasi analfabeta; bravissima Valeria Solarino a caratterizzarla anche con la postura ad hoc, curva sotto il peso di un asservimento che è anche al regime e che cambierà solo per quelle ore che trascorrerà con Gabriele per poi ritornare a essere quella di sempre. Gabriele è molto ben impersonato da Giulio Scarpati che ne dà un ritratto molto malinconico, di un uomo rassegnato al suo destino di esiliato a causa delle leggi fasciste sia dal suo lavoro come annunciatore EIAR che dalla società in quanto omosessuale e che vive qualche ora di serenità con Antonietta, provando anche a migliorare la sua cultura regalandole un libro, prima di partire; due diverse solitudini che per poche ore si sfiorano con goffa e inesperta delicatezza molto ben delineate da Solarino e Scarpati.

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