“La leggenda del pianista sull’oceano” – musica di note jazz e di mare

“La leggenda del pianista sull’oceano” – musica di note jazz e di mare

Print Friendly, PDF & Email

Grande successo di pubblico e scroscianti applausi, giovedì 23 novembre al Teatro ABC di Catania per “La leggenda del pianista sull’oceano” adattamento di Igor Chierici da “Novecento” di Alessandro Baricco.

 

Primo spettacolo in cartellone per la rassegna “Teatro Mobile” curata da Francesca Ferro e Francesco Maria Attardi, per la prima volta in Sicilia, “La leggenda del pianista sull’oceano”, diretto da Luca Cicorella, prodotto da Igor Chierici – Fondazione Garaventa Genova, incontra il favore di un emozionato ed entusiasta pubblico siciliano. E’ un atto unico dove musica, poesia ed armonia si fondono in un modo avvincente e convincente.

La scena è di grande impatto emotivo ed evocativo: un pianoforte coperto da un lenzuolo, casse di tritolo sparpagliate, qualche poltrona impolverata e logora.

Il bravissimo, garbato, istrionico attore Igor Chierici interpreta il trombettista Max, migliore amico del più grande pianista della storia Denny Boodman T.D. Lemon, al secolo “Novecento” che visse l’intera sua vita e morì esplodendo insieme ad esso, sul transatlantico Virginian. Abbandonato ancora neonato sopra il pianoforte, cresce accudito dall’intero equipaggio ed impara a suonare egregiamente quello strumento sul quale venne adagiato.

Il piccolo attore Marco Vecchio veste i panni di Novecento ancora adolescente: emozionante il suo assolo al pianoforte.

Una “Jazz Band” dal vivo impreziosisce la “mise en scène”: alla voce Lauretta Galeano, al contrabbasso Emanuele Valente, alla tromba Luciano Barbarotta, alla chitarra Gianluca Fiorentino.

La grande dignità scenica e l’istrionicità dell’attore Igor Chierici, gli permette di interpretare tutti i personaggi dell’equipaggio: il capitano, il timoniere cieco, il marconista balbuziente, il medico dal nome difficile da pronunciare, il cameriere stupido e ridanciano.

Commovente è l’incontro di Max e Novecento sul Virginian prima che lo facessero esplodere perché troppo mal ridotto dalla armi di guerra: per Denny Boodman T.D. Lemon quel transatlantico rappresentava la vita, l’intero suo universo ed oltre. Non aveva mai toccato la terraferma proprio perché non ne aveva mai sentito il bisogno: il Virginian era l’unico motivo di esistere e di morire.

“Se hai un qualcosa da raccontare e qualcuno che ti ascolta, possiedi tutto” (Novecento)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*