“I Promessi Sposi – Amore e Provvidenza” sold out all’Ambasciatori di Catania

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“Quel ramo del lago di Como…” approda, con tutta la forza prorompente e travagliata di una storia d’amore mossa, nel bene e nel male, dalla mano della Provvidenza, al teatro Ambasciatori di Catania dal 24 al 26 novembre c.a. vantando sera per sera il “sold out” e meritatissime ovazioni.

Dal celeberrimo  romanzo di Alessandro Manzoni, Lisandrino in famiglia, nato da una storia verosimile (l’amore tra Lorenzo Tramaglino e Lucia Mondella) pretesto per parlare pure di tre eventi storici (carestia, peste e discesa dei famigerati Lanzichenecchi), prima “Fermo e Lucia” poi “Gli Sposi Promessi” ed infine “I Promessi Sposi”, i due atti con l’attenta regia di Alessandro Incognito e dal suo aiuto, Gisella Calì, scardinano le anime dei vari personaggi con delicatezza e reverenziale rispetto.

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L’ensemble di ballerini e performer, Licia Bisicchia, Alessandro Caramma, Daniele Caruso, Gabriella Caruso, Luca Costantino, Alba Donsì, Ambra Ferrara, Maria Fiamingo, Noemi Carpinato, Andrea Grasso, Veronica Monforte, Fausto Monteforte, Arianna Occhipinti, Antonio Pisasale, Vincenzo Privitera, Aurelio, Rapisarda, Agata Rosignoli, Marta Stimoli, Emanuele Toscano, seguono le bellissime coreografie di Erika Spagnolo e la direzione musicale di Lilla Costarelli. Daniele Virzì è l’assistente alla regia e il direttore di scena, l’essenziale ed adeguata scenografia di Gaetano Tropea, i video mapping di Riccardo Guttà e Niki Franco, light design di Gisella Calì e Lorenzo Tropea, i bellissimi ed appropriati costumi di Rosy Bellomia, sarta di scena Shirley Campisi e le attrezzerie di scena di Enzo Merola.

Una “mise en scène” moderna, validamente attualizzata, godibile, emozionante. Non manca nessuno dei personaggi manzoniani più rappresentativi de “I Promessi Sposi”: da un curato che non possiede quel che si può chiamare “cuor da leone”, un Don Abbondio fifone, buffo e goffo interpretato da Franco Colaiemma, alla sua chiacchierona ed esilarante Perpetua, la bravissima attrice Laura Giordani.

Dalla voce altisonante e dal linguaggio legale quasi incomprensibile del Dottor Azzeccagarbugli (la voce dell’attore Cosimo Coltraro), alla tracotanza e spavalderia del Griso, braccio destro di Don Rodrigo,  ben interpretato da Nicola Costa. La sempre valida attrice  Alice Ferlito indossa in scena i panni della mite madre di Lucia, Agnese.  La commovente ed intensa Antonella Leotta canta disperata per la morte, ad opera della peste, della sua piccola bambina, Cecilia. La Monaca di Monza, chiamata da tutti “La Signora” è  la valente attrice Grace Previti, mentre l’amore-grande peccato della sua vita, Egidio è l’attore Bruno Gatto.

Lo spietato, capriccioso mafioso del tempo, Don Rodrigo è l’attore Carmelo Gerbaro.

La giovane, dolce e preparata, convincente Maria Cristina Litrico è in scena la pia e timorata Lucia Mondella; l’impetuoso, istintivo Renzo Tramaglino ha voce e volto dell’istrionico attore e regista Alessandro Incognito. Il temutissimo Innominato è interpretato egregiamente dal sempre bravissimo Emanuele Puglia.

Lo straordinario, emozionante, toccante attore Giuseppe Bisicchia  porta in scena i due personaggi “spirituali” del romanzo manzoniano: Fra Cristoforo ed il Cardinale Federico Borromeo. Le sue sono due interpretazioni che toccano profondamente le corde dell’anima.

Bellissima e commovente, degna sicuramente e doverosamente di nota è la scena della conversione dell’Innominato che molti studiosi hanno paragonato, erroneamente  a quella del Manzoni stesso. Giuseppe Bisicchia ed Emanuele Puglia hanno dato vita ad un momento appassionante e coinvolgente che ha strappato toccanti applausi.

Una commedia musicale “corale” che lascia il segno per energia, cuore ed intensità.

Ma adesso “solo il silenzio” ci potrà parlare… E vissero felici e contenti.

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