I Rohingya

I Rohingya

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All’attenzione della opinione pubblica mondiale, ha preso risalto la questione dei Rohingya in seguito all’esplodere della situazione drammaticamente aggravata negli ultimi mesi. In realtà la questione si trascina fra alti e bassi da oltre mezzo secolo ed ha origini storiche abbastanza lontane

La regione dei Rohingya è quella che era conosciuta come Arakan e attualmente denominata, secondo il nome  birmano,  di Rakhine: una regione alquanto remota p divisa dal resto del territorio da una catena di monti alti e impervi.  La regione ai confini con l’India ( Bengala, attualmente Bangladesh ) fu abitata   da popolazioni sia di origine indiane che di  origini  birmane Alla metà del 500 vi fu fondato uno stato birmano con capitale   Mrauk U le cui imponenti e vaste rovine  costituiscono ancora un sito interessante storicamente   ma con visitatori molto radi , data la situazione.

La regione ha attualmente  d due milioni e mezzo di abitanti  in maggioranza,  per un 60%,  di   Rakhine di religione buddista e di lingua birmana (anche con qualche variante) che appartiene al gruppo sino tibetano (mongoliche come il cinese ) e appunto dai Rohinjia   Questi parlano una lingua simile a quelle del Bengala cioè di origine indo europea  e sono tutti mussulmani.

Discendono in piccola parte dai primitivi abitanti indiani della regione ma in massima parte da immigrati del Bengala.  Infatti quando l’Impero Britannico si estese dall’India fino alla Birmania  un gran numero di lavoratori  bengalesi si trasferì nella  regione che aveva bisogno di contadini per la coltivazione  del riso.

Nel 1942 la Birmania fu invasa dai Giapponesi che ne risalirono le valli  minacciando l’India contrastata dalle forze indo- britanniche. In questa situazione i Rohinjia si schierarono decisamente  con i compatrioti indiani e questo provocò un primo forte contrasto con i Birmani che erano insofferenti del dominio britannico. Comunque  finita la guerra, fini anche l Impero Britannico  in India  e Birmania.

A questo punto i Rohinjia tentarono di  portare la regione dell’Arakan nello stato islamico del Pakistan che si stava costituendo A  tale fine fu fondata  la Nord Arakan Muslim League e furono presi  contatto con il il leader Mohammed Ali Jinnah , che aveva fondata la “lega dei puri” ( paki, da cui Pakistan ) Ali Jinnah non volle pero impelagarsi in un conflitto con la Birmania e l’Arakan rimase alla Birmania ma anche il rancore rimase

Nel 1962 ci fu il colpo di stato militare del generale Ne Win. Segui una dura repressione denominata Nagamin (Re Drago) che sia abbatte indiscriminatamente su tuttiRohingya. Cominciò cosi  il penoso esodo  in piccola parte in Thailandia dove sono stati accolti malissimo e trattati peggio che in Birmania e per la maggior parte  in Bangladesh  che già afflitta da infiniti problemi non appare affatto disposta a prendersi  cura dei nuovi arrivati.

Nel 1982  fu promulgata  una legge vessatoria nei loro confronti: non possono  possedere terre e altre proprietà immobiliari, non possono sposarsi al di fuori del  loro gruppo, devono impegnarsi quando si sposano a non avere più di due figli, non possono viaggiare senza un permesso speciale.

La situazione esplose nel 2012 quando si diffuse la voce di uno stupro di una donna  Rakhine   da parte di alcuni Rohingya Scoppiarono disordini con una trentina di morti  e si intensifico l’esodo dei profughi

Nel 2015  Aung San Suu Kyi è diventata presidente pur condividendo il potere con i militari: ma la situazione per i Rohingya non è cambiata  anzi è precipitata. Qualche mese fa  una organizzazione  dei Rohingya denominata in inglese  ARSA (Arakan Rohingya Salvation Army)  attaccò varie stazioni di polizia e, secondo i dati ufficiali, furono uccisi 13 agenti e 77 Rohingya Ne è seguita una violentissima reazione militare birmana e circa 600 mila Rohingya sono fuggiti in Bangladesh dove vivono ai limiti della sopravvivenza.

Sotto le pressioni internazionali è  stato firmato un accordo fra Bangladesh e Birmania per un ritorno dei profughi  ma s senza precisi riferimenti a tempi e modi: probabilmente non sara mai attuato.

L’opinione pubblica birmana pero è unanime o quasi nel dare tutta la colpa ai Rohingya e anche la premier democratica, premio nobel della pace, Aung San Suu Kyi sostiene chiaramente e senza tentennamenti questa impostazione Si dice che essi stanno esagerando nel mostrarsi vittime innocenti, che spesso sono stati essi stessi a bruciare i propri villaggi per dare la colpa all’esercito.

Affermano che i casi presentati all’opinione pubblica mondiali sono delle abili montature propagandistiche.  Accusano inoltre i Rohingya di avere rapporti con i jihad in particolare con la Fala-I-Insaniyat, l’organizzazione terroristica pakistana accusata, tra le altre cose, dell’attacco di Mumbai del 2008.

Si dice  che  alcuni Rohingya  combattono in Kashmir a fianco della Jaish-i-Mohammed,che i legami con i gruppi terroristici di matrice pakistana sono ormai ben consolidati, tanto che a capo di uno dei gruppi si trova un Rohingya, un certo Abdul Hamid.

Difficile verificare lo stato  effettivo delle  cose  ma il dramma dei Rohingya è un fatto innegabile.

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