Le facce del Cile

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Incanto, assuefazione, comprensione… silenzio. Un grande capo dovrebbe utilizzare parole adattate, che provochino questi effetti in modo da poter attrarre il pubblico e farlo riflettere sulle azioni passate e future e spingerlo verso orizzonti nuovi in cui il prossimo, la solidarietà e la parola “aiuto” sono messi al primo posto.

Papa Francesco, 266° papa della Chiesa Cattolica, di nazionalità argentina e primo pontefice appartenente all’ordine religioso dei gesuiti, ha il potere di incantare il suo popolo. Chiunque lo ascolti ne rimane ammaliato, lui rapisce e colpisce lì dove l’uomo, con le sue parole, non potrebbe mai immaginare di arrivare.

Il suo messaggio si espande oltre i confini senza alcun limite, le sue parole riecheggiano nelle piazze di tutto il mondo e fedeli provenienti da ogni dove accorrono numerosi solo per ascoltarle.

Il Papa in questi giorni ha soggiornato nella magnifica città del Cile, e ieri presso il Palacio de la Moneda (Santiago del Cile) ha incontrato le autorità, la società civile e il corpo diplomatico. Nel suo lungo ed entusiasmante discorso ha fatto riferimento al territorio, all’evoluzione e ad argomenti a lui molto a cuore.

Dopo i ringraziamenti al presidente, ai membri del Governo della Repubblica e del Corpo Diplomatico, ai Rappresentanti della Società civile e alle Autorità ha esordito:“Il Cile si è distinto negli ultimi decenni per lo sviluppo di una democrazia che gli ha consentito un notevole progresso. Le recenti elezioni politiche sono state una manifestazione di solidarietà e maturità civica, e ciò acquista un particolare rilievo quest’anno nel quale vengono commemorati i 200 anni della dichiarazione di indipendenza”.

Con l’augurio che questo paese continui verso questa più che positiva strada, ha continuato il suo discorso di elogio e riflessione, per poi aprire una piccola parentesi riguardante lo scandalo degli abusi sessuali sui minori:“Non posso fare a meno di esprimere il dolore e la vergogna che sento davanti al danno irreparabile causato ai bambini da parte di ministri della Chiesa. Desidero unirmi ai miei fratelli dell’episcopato, perché è giusto chiedere perdono e appoggiare con tutte le forze le vittime, mentre dobbiamo impegnarci perché ciò non si ripeta”.

Verità sulla bocca del Papa che non smette mai appoggiare i più deboli e dare speranze ai popoli.

Il suo viaggio continuerà in terra cilena e peruviana fino a lunedì 22 gennaio, toccando città come Temuco, in Cile, oggi 17 gennaio, celebrando una Messa per i popoli indigeni della regione, e Puerto Maldonado, in Perù. venerdì 19 gennaio, dove per la prima volta Papa Francesco entrerà in contatto con le comunità dell’Amazzonia.

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