L’urlo del Danubio

L’urlo del Danubio

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Nello splendido quadro dell’auditorium Santa Teresa in Ragusa Ibla, ieri 27 gennaio 2018, in occasione della “Giornata della memoria” si è tenuta la presentazione del libro L’urlo del Danubio [Operaincerta Editore] dell’autrice ragusana Marinella Tumino.

Un pubblico numeroso e attento ha assistito al dialogo tra la scrittrice, Gaudenzia Flaccavento, la coordinatrice dell’incontro, e Danilo Amione, autore della prefazione. La presentazione è stata introdotta da un breve e commovente documentario realizzato dai ragazzi dell’Istituto d’Istruzione Superiore Galileo Ferraris di Ragusa, di cui la Tumino è insegnante.

La professoressa Flaccavento ha tenuto a sottolineare la stima, l’amicizia e la “straordinaria comunanza di interessi” che la lega all’autrice. Un’interessantissima riflessione sul treno ha permesso alla presentatrice di introdurre il doloroso tema della Shoah. Il leitmotiv del libro è il treno, il viaggio in treno, e questo anche (ma non solo) sul piano formale: ogni capitolo prende il numero di un binario e di una stazione. Allora come oggi si viaggiava in treno, ma c’è una sola e grande differenza che segna l’immane tragedia della Shoah: “Si sale su un treno e si è consapevoli che fino a quando non si arresterà la corsa e si apriranno le porte non si potrà scendere. Oggi si può scegliere il tragitto e se, mai, se ne abbia voglia, si può scendere ed accettare l’imprevisto. Loro non hanno comprato alcun biglietto, non conoscevano la loro unica e ultima destinazione”. Gaudenzia Flaccavento ha ricordato che tutti noi, ognuno di noi, come ha fatto Marinella Tumino, “può scegliere di intraprendere un altro viaggio, di salire sul treno della memoria…”

È l’autrice che spiega la struttura del volume. Le centotrenta pagine che lo compongono sono fitte di vita e informazioni, nello stile misto che la contraddistingue, racconti di finzione, materiali documentali, poesia e diario di viaggio si compongono in una struttura solida e una trama intensa. Ogni capitolo, seguendo la dolente metafora del treno, ha il numero di un binario e il nome di una stazione: Monaco, Amsterdam, Trieste, Ferrara, Roma, Budapest e Cracovia sono le stazioni di questa novella Via Crucis che attraversando la parte più “civile” d’Europa ha restituito tutto l’orrore di una tragedia immane. La Tumino si muove dunque su un piano personale, emozionale, che restituisce sia attraverso il diario di viaggio, che attraverso i racconti e le poesie che compongono il libro, ma anche su un piano documentaristico in cui tenta di restituire la memoria storica, la cura della memoria. E lei riesce veramente bene fin dal titolo, che deriva da quello di uno dei racconti del libro ambientato nella capitale magiara. Un drammatico episodio di efferata crudeltà che aggiunge solo ulteriore orrore a quella che è stata la Shoah.

Il professor Danilo Amione nel suo intervento, tra le altre cose, ha sottolineato l’importanza comunicativa delle immagini presenti nel volume, che senza mostrare l’orrore, solamente cogliendo scorci architettonici, artistici e di vita quotidiana dei deportati, hanno restituito “una descrizione della realtà” più profonda ed essenziale.

La serata è stata allietata anche dalla voce della bravissima attrice Giada Ruggeri, che ha letto alcuni brani tratti da L’urlo del Danubio accompagnata dalla sensibilità musicale del chitarrista Fabio Fatuzzo.

L’urlo del Danubio nei prossimi giorni sarà disponibile nelle librerie della provincia di Ragusa, mentre è già possibile acquistarlo sul sito di Operaincerta Editore: https://www.operaincertaeditore.it/index.php/prodotto/marinella-tumino-urlo-danubio/

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