Under16 a pieni giri

Under16 a pieni giri

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Sicuramente è stata la partita più dura vista allo Stadio del rugby di Ragusa: l’Under16 della Roma Legio Invicta, in pratica la squadra delle Fiamme Oro, era venuta fin quaggiù per non perdere, e machiavellicamente il fine giustifica i mezzi.

Ma, tra Machiavelli e la vittoria, oggi di mezzo c’era la nostra Under16: non più squadra che si sgretola alle prime contrarietà, ma un manipolo compatto di ossa nervi cuore, uno stormo rapido e silenzioso di muscoli e zazzere, pronto a sciamare senza paura e con sempre maggiore lucidità.

Alla fine, il punteggio (13-5) la dice lunga su quanto sia stata combattuta la gara: un infortunato per squadra e – soprattutto – ben due espulsi tra le fila dei romani, dice molto altro. A buon intenditor, poche parole.

La partita.

La prima meta cade dopo appena 10’ di gioco, ed è degli ospiti. Ragusa sta iniziando ad affacciarsi dalle parti dei 22 metri romani, una palla contesa finisce tra le mani dell’ala che è bravo a prendere controtempo gli avversari. Gabriel Di Natale è bravo da parte sua a costringerlo sempre più nell’angolo, ma è comunque meta, anche se non trasformata. 0-5.

Ma i nostri giovani stanno crescendo in tutti i sensi: anche come maturità. A bordo campo, Antonio Lopes se ne sta in piedi, gesso e giubbotto penzolante: in campo i suoi compagni prendono rapidamente metri, insistono schiacciando i nerobianchi ospiti contro la linea di meta. In una di queste, mischia, la palla esce fuori con buona velocità, e Alberto Nicita si catapulta dentro un corridoio con un paio di avversari addosso.

È la meta del pareggio, perché la trasformazione non arriva.

Arriva invece a pochi minuti dalla fine del primo tempo un calcio di punizione a favore del Ragusa: la distanza pare siderale, un intero stadio si ammutolisce, il piede di Gabriel fa centro dopo un’apnea durata qualche secondo di troppo. 8-5.

E questo punteggio rimane tale fino a 8’ dal termine, quando l’ennesima serie di aperture alla mano, rapide e minuziose, porta Andrea Tuminello in meta nell’angolo con discreta tranquillità. 13-5.

Ma per tutti i 20’ precedenti è successo di tutto: infortuni, risse, espulsioni, scontri al limite d’ogni sportività, nervi tesi e – grazie al cielo – un arbitraggio impeccabile che, ad un certo punto, ha smesso di essere transigente.

La partita si chiude con l’ultimo, vero e furente assalto delle Fiamme Oro alla nostra linea di meta: ma i nostri ragazzi resistono ogni oltre limite fisico e atletico, e la partita si chiude con una esultanza trionfale.

“Sono orgoglioso di tutti i miei ragazzi, hanno giocato da grandi e non hanno mollato neppure per un istante, fino alla fine”, queste le parole di coach Fumarola. Il quale si affretta ad aggiungere quasi sottovoce: “È la prima volta che vedo i ragazzi uscire così stanchi…”

Adesso, un meritato turno di riposo.

 

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