Parte il 6 Nazioni di rugby

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Prende il via domani, con Galles-Scozia, il Torneo delle Sei Nazioni edizione 2018.

Favorita d’obbligo, perché lo vince da due anni, perché occupa il secondo posto del ranking mondiale, e perché sembra una squadra ancora in crescita, è l’Inghilterra di Eddie Jones che, nel caso di vittoria, sarebbe la prima formazione a portare a casa il trofeo per tre volte consecutive. L’incontro andrà in diretta su DMAX a partire dalle ore 15:15.

A seguire ci sarà Francia-Irlanda, con i Verdi dati per favoriti in casa dei Blues e indicati da tutti come l’unica squadra capace di fermare i Bianchi inglesi. Anche perché lo scorso anno il XV di Joe Schmidt è stato l’unico ad averli battuti

La Scozia e Galles potrebbero invece essere le sorprese del torneo. Magari non arriveranno alla vittoria finale, ma con le individualità che possono schierare, scozzesi e gallesi sono due squadre in grado di battere chiunque.

L’enigma è la Francia. Ha appena cambiato conducente: Bernard Laporte ha dovuto cedere il posto a Jacques Brunel, che noi italiani conosciamo bene e che forse abbiamo messo in soffitta con troppa facilità, e i “galletti” non sembrano più la squadra che per tanti anni ci ha fatto entusiasmare con il suo rugby champagne. In tanti li danno al livello dell’Italia, ma magari esagerano.

Gli Azzurri, come al solito, partono con tante buone intenzioni. Ma peggior inizio per la squadra di O’Shea non poteva esserci: domenica, fischio d’inizio alle ore 16 e diretta sempre su DMAX, Parisse e compagni se la dovranno vedere con l’Inghilterra. Le discussioni da bar si concentrano esclusivamente su quanti punti incasseremo, e crediamo che discorsi cha hanno un senso. Troppo forti gli inglesi, anche per una squadra che fa del mix gioventù/esperienza la sua arma migliore.

L’anno scorso per l’Italrugby ci furono 5 sconfitte su 5 partite e nemmeno un punto in classifica, nonostante la novità dei bonus da assegnare in caso di 4 o più mete marcate e/o di sconfitte con meno di otto punti di scarto.

Quest’anno si punta a non chiudere a zero e, magari, a cedere il cucchiaio (in dispensa ne abbiamo già 12) ai nostri cugini d’oltralpe (o a una qualunque delle britanniche, non siamo così rigidi).

Ci riusciremo? Per saperlo dovremo aspettare il 17 marzo.

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