E anche questa è andata

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“Se vuoi capire il Paese c’è poco da fare devi guardare Sanremo”, diceva Domenico De Masi, sociologo italiano.
Sanremo è l’occasione dell’anno in cui l’Italia viene posta su di un piedistallo, in cui viene messa in mostra la musica, la canzone italiana, i fiori tipici del luogo, gli artisti dimostrano il loro talento e i conduttori cercano di rendere il Festival originale, senza eguali.
Claudio Baglioni, che quest’anno ha esordito come direttore artistico, soprannominato anche il “dittatore artistico”, aveva accostato al Festival l’attributo di “Rivoluzionario”, ha voluto fare dei cambiamenti come evitare l’eliminazione degli artisti, per far sì che la gara continuasse ad essere una vera e propria festa della musica, o la serata cover, infatti il venerdì i concorrenti hanno riarrangiato i loro pezzi e sono stati accompagnati da altri cantautori; queste sono solo due delle “rivoluzioni” volute in scena da Baglioni, in cui le canzoni in gara e le performance hanno avuto un ruolo a dir poco principale.
I suoi compagni di avventura, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, sono riusciti con semplicità ad attrarre la curiosità del pubblico e a stimolarlo a guardare, serata dopo serata, il Festival. Favino è stato una vera e propria scoperta: doti nascoste che ancora non avevamo visto, lo vediamo ballare, poi cantare e poi stupisce durante l’ultima puntata con un monologo portando sul palco dell’Ariston un brano estrapolato da “La notte poco prima della foresta” di Bernard-Marie Koltès, storia di estraneità e di esclusione. L’attore si commuove e fa commuovere. Un vero artista a 360°.
La Hunziker, invece, porta sul palco l’allegria, la femminilità e l’eleganza. Non è stata una valletta ma bensì una vera conduttrice. Durante la terza puntata della kermesse ha organizzato un flashmob dedicato alle donne, cantando e ballando un medley di hit, dalla “Donna Cannone” di Francesco De Gregori a “Quello che le donne non dicono” della Mannoia e infine ha concluso con una riflessione invitando tutti a combattere contro la violenza sulle donne, anche se questo momento canoro sembra non essere stato apprezzato dal pubblico.
A conclusione di questa super festa della canzone italiana ci sono i vincitori della 68esima edizione del Festival: Ermal Meta e Fabriziono Moro con “Non mi avete fatto niente”. Sul podio anche Lo Stato Sociale e Annalisa, rispettivamente al secondo e terzo posto. Per quanto riguarda la categoria nuove proposte il vincitore è Ultimo con il brano “Il Ballo delle incertezze”, che ha dedicato la sua vittoria al fratello.
Il pubblico punta il dito verso l’alto e promuove a pieni voti Baglioni, compagni e l’intero evento. Anche quest’anno Sanremo è andato, i tre moschettieri sono riusciti nella loro missione e le porte della kermesse si chiudono. Ci si rivede l’anno prossimo!

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