Randagismo? Polpette avvelenate

Randagismo? Polpette avvelenate

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Non vogliamo entrare nel merito della problematica del randagismo, del volontariato o dei canili travestiti da interessi e profumatamente rimborsati ma gestiti senza controlli, neppure del disinteresse alla sterilizzazione e infine del facile abbandono di cucciolate indesiderate con conseguente riproduzione non controllata dei cani vaganti. Non vogliamo nemmeno polemizzare sulle varie e inutili normative o strategie dei comuni che fino a ora nessuna amministrazione ha messo in pratica. Vogliamo solo riflettere sul fatto che in Sicilia la piaga del randagismo è il risultato oggettivo dell’incuria dell’uomo verso gli animali, che sono le sole vittime. In genere traumatizzati dall’abbandono o nati da soggetti in libertà, sono costretti a una vita di stenti vagabondando in cerca di cibo nei centri abitati e nei territori, esposti a continui pericoli, tra cui gli incidenti stradali. Indesiderati, considerati pericolosi e aggressivi, mal visti, scacciati a calci o sassi, bastonati e assassinati.   Cani che finalmente ricevono delle polpette…cani affamati a cui degli umani “generosamente” offrono carne, appetitosa, abbondante e, quando, magari da giorni, hai lo stomaco che brontola ti avvicini speranzoso e grato per quell’inaspettato e gustoso gesto umanitario. Mangi e ringrazi. Un’illusione che dura solo il tempo di alzare lo sguardo riconoscente verso quella mano che per oggi ti ha appagato l’appetito, la speranza che d’ora in avanti la convivenza con gli umani non sarà solo violenza o indifferenza. Ed ecco che il tuo stomaco si contorce, vomiti, schiumi dalla bocca, ti distendi sull’asfalto in agonia e infine ti abbandoni e abbandoni questa terra che è stata solo dolore e sofferenza. Finalmente a Sciacca, provincia di Agrigento, si è trovata una soluzione! Si è risolto l’annoso problema del randagismo, annoso per mancanza di strutture di ricovero e piani di convenzioni comunali verso la sterilizzazione e la solidarietà. Basta avvelenarli. Tutti, senza eccezioni, adulti, anziani e cuccioli. Basta che non li si veda più gironzolare. Basta. Qualcuno aveva in passato fatto ricorso alle camere a gas per la soluzione finale. Qui in Sicilia prima si prova con il veleno. Poi, forse, la ricca fantasia umana trarrà spunto dalla storia.

Nel frattempo il numero dei cani uccisi dalle polpette avvelenate aumenta, le notizie rimbalzano tanto quanto le responsabilità politiche che se ne lavano mani e coscienze. Alla fine il silenzio che conviene a tutti calerà sul sipario che oggi riempie pagine di cronaca e loro continueranno ad essere vittime.

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