Reazioni alla strage di Sciacca

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Il numero dei cani avvelenati a Sciacca, nell’agrigentino, continua a salire. L’efferato e insensibile tentativo risolutivo al problema del randagismo, per ora da parte di ignoti, ha scatenato indignazione e reazioni in tutt’Italia. L’uso di Facebok, ha svincolato la possibilità di un’informazione diversa fatta di alta interazione con gli utenti e con gli avvenimenti che accadono, usufruendo della possibilità di scambiare opinioni con qualsiasi genere di linguaggi.  Ecco perché la vicenda ha registrato anche minacce di morte e pesanti accuse indirizzate all’amministrazione comunale e al sindaco del paese siciliano, Francesca Valenti. Nondimeno questo è un episodio di per sé molto grave e che ha scosso l’opinione generale e che impone la promozione di misure urgenti per limitare il fenomeno del randagismo siciliano tutelando soprattutto gli animali, vittime ancora una volta, della mano crudele dell’uomo che non si ferma davanti a nulla.

Ma non solo i social hanno dato vita a riflessioni, opinioni e polemiche, anche i Tg e i giornali nazionali hanno acceso i riflettori su Sciacca. La politica in prossimità delle imminenti elezioni cavalca l’onda. Le associazioni animaliste regionali e nazionali si sono unite in un unico coro di dolore e risentimento contro la mattanza dei cani, evidenziando la latitanza delle istituzioni locali che permettono con le loro inadempienze nei confronti della legge, che tali gesti possano essere compiuti e promuovendo tutte insieme un presidio per domenica 25 febbraio 2018 dalle 15 alle 17 nella piazza del municipio di Sciacca, invitando tutti i cittadini a partecipare.

La presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi, ha proposto l’annullamento del passaggio del Giro d’Italia da Sciacca programmato nella quinta tappa della famosa e importante corsa ciclistica. “Un gesto di grande e profonda sensibilità che – spiega Rocchi – sarebbe apprezzato dalla stragrande maggioranza degli italianiUna richiesta che nasce dall’indifferenza finora ostentata dal Comune alle richieste dell’associazione di contrastare l’emergenza randagismo con misure di prevenzione e di contrasto che, come previsto dalla normativa nazionale e regionale, garantiscano la tutela degli animali. Tale indifferenza – secondo Enpa – è alla base dei ripetuti avvelenamenti verificatisi in passato sul territorio comunale di Sciacca e della strage di questi giorni, costata la vita a numerosi animali. Purtroppo – sottolinea l’associazione – neanche il massacro sembra avere indotto le autorità a un cambio di passo, poiché, nulla di certo è dato sapere né sulla bonifica dei luoghi né sul recupero dei cani sopravvissuti. Nulla, insomma, sembra scuotere il Comune dal torpore. In attesa che la magistratura accerti le responsabilità penali dell’accaduto e che gli elettori facciano valere quelle politiche – dichiara Rocchi – chiediamo a una manifestazione sportiva tanto prestigiosa e amata, come appunto il Giro d’Italia, di farsi portatrice di un messaggio di civiltà e di contribuire alla protezione di tantissimi animali che, purtroppo, sono vittime delle croniche inadempienze delle nostre istituzioni”. (fonte animali@quotidiano.net)

È palese che la situazione del randagismo siciliano non riguarda solo Sciacca ma l’intero territorio e che il fenomeno ha varcato i limiti della comprensione. Numerosi infatti sono gli episodi che annoverano brutali e incresciosi gesti perpetrati ripetutamente e sempre impuniti nei confronti degli animali.  Si spera che questo eclatante episodio possa fare da miccia ad un sensibile e radicale cambiamento che possa ridare il meritato rispetto e la dignità ai nostri amici animali.

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