Fuga di gas nel centro storico di Catania: per due vigili del fuoco appuntamento con la morte.

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Fuga di gas al centro storico di Catania: per due vigili del fuoco appuntamento con la morte.

La terza vittima è Giuseppe Longo,  un sessantenne che abitava e lavorava come riparatore di biciclette nell’edificio. Feriti altri due pompieri e ricoverati, non in gravissime condizioni, all’ospedale Garibaldi.

Ieri sera, martedì 20 marzo, in una palazzina nel centro storico di Catania viene segnalata, da un vicino di casa di Giuseppe Longo,  una fuga di gas all’altezza di Via Garibaldi angolo Via Del Plebiscito.  Nell’atto di aprire la saracinesca dove ancora stava lavorando la vittima, i due vigili del fuoco, Giorgio Grammatico e Dario Ambiamonte, 37 e 39 anni, vengono investiti in pieno dall’esplosione provocata sicuramente dall’accensione di un macchinario per riparare le ruote delle biciclette da parte di Longo. Altri due pompieri sono ricoverati in serie condizioni, mentre un quinto è illeso ma molto confuso dall’accaduto.   Il corpo di Giuseppe Longo è stato trovato carbonizzato. Per lavorare usava bombole di gas gpl che, evidentemente, per anomalie hanno liberato gas che è diventata letale per tre uomini.. Una delle ipotesi prese in considerazione dagli investigatori è che l’uomo sia svenuto intossicato dal gas.

L’Usb invoca il rispetto per chi lavora in condizioni infami, dove il rapporto rischio – remunerazione è alquanto squilibrato.

Oggi la città di Catania è a lutto: silenzio oggi, unito al grido sordo di rabbia perché è imperdonabile ascoltare dai Tg e leggere sui vari siti che proprio le due vittime  sono la causa della loro morte (un vigile del fuoco sa perfettamente che non può usare materiale che provoca scintille quando ha a che fare con fughe di gas). E’ come dire pubblicamente che non sapevano fare il proprio mestiere. Ciò è irrispettoso e oltraggiante.

Alcuni testimoni hanno dichiarato: “Scene di terrore, sembrava una bomba”. “Ho sentito un boato. Pensavo fosse una bomba”. Nella zona del Fortino si è recato anche il sindaco Enzo Bianco. Una inchiesta è già stata aperta.  Il procuratore Carmelo Zuccaro dice: “non escludiamo alcuna ipotesi se prima non avremo un quadro completo dell’accaduto”.

Bianco: “Dolorosa tragedia”.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, esprime profondo dolore: “A nome personale e dell’intera giunta di governo voglio manifestare il più sentito e vivo cordoglio ai familiari delle vittime e l’augurio di pronta guarigione per i due feriti ricoverati in ospedale”.

In particolare, Dario, nato a Catania e residente nel quartiere Cibali, era figlio di Totuccio Ambiamonte, il prossimo mese di aprile avrebbe compiuto 40 anni, sposato e padre di famiglia. Era un uomo solare, che amava il proprio lavoro.

Giorgio invece, il più giovane (37 anni compiuti a gennaio scorso), era originario di Salinagrande, in provincia di Trapani, e aveva un bambino di pochi anni.

Due eroi che sono giunti, per rigoroso dovere, all’appuntamento con la morte.

Onore e rispetto per loro.

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