Faccia di cane e altre bestie, al teatro Il sipario strappato di Arenzano

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È approdato ieri sera ad Arenzano, cittadina definita “la Taormina di Genova”, l’one-man-show di Alessandro Bianchi, attore comico di origine parmense diplomato alla scuola del teatro Stabile di Genova e con un denso curriculum ventennale di tutto rispetto tra televisione, film e teatro.
Inizio con un sorriso: ero seduta in prima fila come recensora, attenta a ogni particolare per poi raccontarvelo; Alessandro mi ha notata subito perché non partecipavo, come tutto il pubblico presente, alle sue “provocazioni” e mi ha, con leggerezza, preso qualche volta di mira, lo ringrazio per questo.
È stato uno spettacolo nello spettacolo vedere la perfetta e ininterrotta interazione con il pubblico provocata da Alessandro con ogni mezzo, è riuscito a far salire sul palco, per giocare con lui, quattro persone del pubblico che con grande ironia si sono prestate a eseguire i suoi “comandi”.
Alessandro ci ha regalato alcune delle migliori maschere della sua carriera: i vuoti cosmici nella mente di un fotomodello, un traduttore sottopagato da un diplomatico russo dalla faccia di cane, lo yoga del maiale in curva e molti altri per ognuno dei quali ha cambiato abbigliamento ma, soprattutto, stile di recitazione e dialetti dimostrando, ancora una volta, che “ridere ci alleggerisce l’umore e trasforma il comico in un supereroe che ha il potere di far ridere a distanza” perché “di ridere se ne ha sempre voglia”.
E la sua comicità molto irriverente e spesso quasi folle, molto corporea ma sempre educata e corretta (“ho una figlia di tredici anni che non sa che faccio queste cose”) ci ha regalato novanta minuti di sorrisi e di “palpiti emozioni brividi sorprese disagio spasmi” con le parole dell’attore: grazie per questo, Alessandro.
Stasera sarà di nuovo sul palcoscenico di Arenzano per una sua particolare versione del Decameron di Boccaccio, andate ad applaudirlo e poi…raccontatemelo!

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