Ragusa batte Reggio Calabria e si avvicina alla B

Ragusa batte Reggio Calabria e si avvicina alla B

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Lo avevamo detto in sede di presentazione: Ragusa Rugby – Cas Reggio Calabria aveva lo stesso valore di una partita ad eliminazione diretta: la vincente avrebbe continuato la corsa per la promozione in serie B, per la perdente le restanti 4 partite sarebbero state né più e né meno che un allenamento.

Al triplice fischio ad abbracciarsi sono stati i padroni di casa, mentre gli ospiti, pur sconfitti, conservano ancora un filino di speranza in quanto il 40-38 finale regala loro due punti e, nonostante stasera il distacco dalla vetta sia cresciuto, né la matematica né la razionalità condannano la squadra di Saro Poma.

Ma andiamo con ordine.

Al fischio d’inizio i due XV si approcciano al match in modo differente: i reggini, puntando sulla loro forza fisica e sulla esperienza, fanno subito la voce grossa e si piazzano stabilmente nei 22 iblei; i ragusani, al contrario, appaiono timorosi e subiscono il gioco degli avversari.

La meta non tarda ad arrivare. C’è un assedio amaranto sulla linea di meta bianconerazzurra e al 5° il fortino viene violato.  Il vento che spira alle spalle del Ragusa porta via la trasformazione. 0-5.

Il Cas continua a giocare imponendo la forza dei propri avanti e poco dopo una mischia sulla linea dei 5 metri iblea viene convertita dal signor Paolo Schilirò in una meta di punizione.

Sullo 0-12 i padroni di casa si scrollano di dosso quell’atteggiamento da vittima designata e inizia a giocare come sa. Siamo al 14°, le azioni ristagnano attorno alla linea di centrocampo, Paride Vona fa suo l’ovale, salta un avversario, scarica a Cameron Del Moro che a sua volta supera un paio di uomini e passa a Carlo Sartorio che va a schiacciare in meta. Ciccio Failla aggiunge due punti. 7-12.

La partita adesso si fa equilibrata, e in questa fase accade poco o nulla. Al 27°, però, si mette in moto il trenino reggino e porta l’ovale fin dentro l’area di meta. Con la trasformazione il punteggio si ferma sul 7-19.

In tribuna il pubblico ragusano inizia a temere il peggio: tre mete subite nel giro di mezzora, pur giocando con il vento alle spalle, non sono un bel segnale.

A cavare le castagne dal fuoco al Ragusa ci pensa il Cas: al 31° un placcaggio pericoloso costa un giallo a un giocatore reggino. I padroni di casa approfittano subito della superiorità numerica e al 33° Del Moro segna una meta al termine di una bella azione dei trequarti. Failla trasforma. 14-19.

Come se non bastasse, tre minuti dopo, durante una touche, un altro giocatore reggino colpisce con un pungo un avversario e anche lui viene mandato dall’arbitro dietro la lavagna dei cattivi.

Forte della doppia superiorità numerica il Ragusa gioca alla mano e Giorgio Carbonaro finalizza un’altra bella azione dei trequarti.

Il 21-19 non appaga la squadra di casa che, proprio allo scadere, con un carrettino, marca la meta che la porta oltre break e le dà il punto di bonus. 26-19 e tutti al riposo.

Nel rugby non ci si può mai rilassare, chi lo fa rischia di veder compromessa la propria prestazione. Al ritorno in campo i ragazzi di coach Greco commettono quell’errore e subiscono la quarta meta reggina. 26-26.

Tornati in 15 contro 15, e con il vento questa volta alle spalle degli ospiti, tutti pensano che per il Ragusa, adesso sarà dura. E invece, ancora una volta, è il Cas a dare una mano: arriva l’ennesimo fallo e il signor Schilirò estrae l’ennesimo cartellino giallo ai danni di un giocatore reggino.

Il ritrovarsi ancora una volta con l’uomo in meno fa evidentemente sprecare molte energie ai giocatori ospiti. Durante i 10 minuti di superiorità i ragusani non marcano alcun punto ma, quando si ritorna in parità, gli avversari sono l’ombra della squadra vista fino a quel momento.

Dopo averlo lavorato ai fianchi, adesso il Ragusa prova a dare il colpo del KO al Cas e assesta un uno-due che metterebbe al tappeto chiunque. Al 67° meta di Failla, quattro minuti dopo tuffo plastico al centro dei pali di Antonio Modica.

Quando mancano 9 minuti al termine il punteggio si fissa sul 40-26 e i reggini sono sulle ginocchia.

A questo punto sale sul palcoscenico il signor Schilirò e, come spesso gli accade, pensa di essere il protagonista della partita. Inizia a fischiare a ogni battito di ciglia, sempre in una direzione, e a tempo scaduto già da due minuti, concede una meta di punizione ai reggini per un presunto fallo ibleo in mischia. Poi, non contento, fischia una serie di falli che permettono agli ospiti di ritornare nei 22 ragusani e, infine, non vede un passaggio in avanti di un trequarti amaranto e convalida la meta del 40-38. Per fortuna dei ragusani il calcio di trasformazione fa la barba al palo sinistro.

Tutti pensano che arrivi il fischio finale ma il signor Schilirò concede ancora una chance agli ospiti, che non la sfruttano.

Negli spogliatoi registriamo la soddisfazione di German Greco che si è detto contento per il risultato: «Oggi contava solo vincere. È arrivato il punto di bonus, ancora meglio. Adesso però si deve continuare su questa strada, perché altrimenti il successo odierno non serve a nulla».

In casa reggina invece c’è amarezza per una partita che era iniziata bene ma che si è chiusa come non si sarebbe voluto. Saro Poma: «Per una ventina di minuti abbiamo dominato, poi ci siamo rilassati e il Ragusa, che è una bella squadra, ne ha approfittato. Nel secondo tempo siamo un po’ calati, ma alla fine pensavo ce la facessimo ad impattare. Così non è stato, pazienza, adesso dobbiamo vincere le restanti partite e sperare che Ragusa batta Napoli».

Domenica prossima si torna a giocare, i ragusani saranno di scena a Trepuzzi, i reggini a Bari e la Partenope, che oggi ha vinto di misura in casa delle Tigri baresi, ospiterà il Santa Maria.

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