Le bombe sulla Siria

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Ricapitoliamo: la Turchia, nostro alleato e partner, stermina i curdi come mosche e non si muove un dito, Israele spara e uccide dei manifestanti e non si muove un dito, la Siria fa di tutto in questi anni e, “giustamente”, non si muove un dito.
Naturalmente tutti e tre giustificano queste cose con il fatto che ci sono dei ribelli che vogliono sovvertire le loro democrazie (lol) e in tutti questi anni la nostra indignazione varia in base a quanto ci sta sul cazzo la popolazione di cui fanno parte questi ribelli. Ma tant’è, siamo fatti così, siamo dei sentimentali.
A un certo punto Assad, che fino a quel momento, evidente, aveva fatto anche cose buone (è amico di Putin, ndr), bombarda con le armi chimiche i ribelli (pagando i diritti d’autore a Erdogan suppongo) e allora non va più bene, perché quei siriani che noi non vogliamo qui in mezzo ai piedi possono morire in qualunque modo ma non con le armi chimiche, siamo dei sentimentali noi, mica delle bestie.
Quindi Trump, la May e Macron si sentono in videochat su Skype e decidono che devono tornare a far morire i siriani in altri modi e dopo aver escluso lo screenshot di una chat whatsapp con Putin e Assad in cui gli chiedono di smettere, decidono di avvisarli con una telefonata, di fare un bombardamento mirato grazie al quale, alla fine, viene abbattuto qualche obiettivo strategico (stava lì chissà da quanto ma noi siamo dei sentimentali e speravamo che Assad non avesse un bidone al posto del cuore), con solo tre feriti, con delle bombe nettamente più intelligenti di Trump evidentemente.
Dopo questo teatrino, Assad e Putin tornano a fare un po’ come cazzo gli pare, Macron e la May tornano a respingere i rifugiati (d’altra parte gli hanno già bombardato gli obiettivi strategici, mica possono fare tutto loro) e Trump può fare un paio di Tweet facendo l’America Great Again.
In tutto questo naturalmente noi, che siamo dei sentimentali, abbiamo avuto modo di poterci schierare e litigare su tutto, sulle reazioni dei nostri, gli hashtag contro la guerra, i buoni, i cattivi e tutto il resto, senza averci praticamente capito un cazzo (me compreso ovviamente).
Non importa, oggi è domenica e l’importante è che non trovino armi chimiche dalle parti del Coachella che domani trasmettono il live dei Soulwax.

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