Allarme valanghe

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La natura si ribella quando le forze a lei avverse cercano di sovrastarla e i poveri esseri umani guardano, inermi, la sua potenza devastante che in un soffio, in un attimo, spazza via le loro case e con sé anche i ricordi e la vita. Madre natura da anni lancia segnali alla terra, allarmi che dovrebbero a dir poco spaventare ma che nella maggior parte dei casi non vengono ascoltati o molte volte ignorati e quindi lei in silenzio, indisturbata, scaglia attacchi sottili ma sconvolgenti.

È allarme valanghe al Nord in particolar modo su tutte le Alpi Occidentali. Infatti dopo le nevicate della scorsa settimana e il rialzo termico che ha portato il termometro sullo zero oltre i 2500 metri, ecco scagliarsi sui paesini intorno slavine spontanee. Situazione analoga in Val di Susa e in Valle d’Aosta.

Non pochi danni la “Signora” tinta di bianco ha recato alle abitazioni, alberghi e strade. Le borgate di Rivo, Costa e Travesa, sono al momento le più sorvegliate dato che nei giorni passati due slavine hanno travolto la statale 25 del Moncenisio rendendola praticamente inagibile e bloccando tutte quelle persone che utilizzavano quella strada per raggiungere le borgate ubicate più in alto.

Dei piani di evacuazione si stanno mettendo e sono stati messi in atto in modo tale da mettere in salvo ogni singolo abitante, come nel caso delle centosessanta persone della borgata di Venaus, una delle più a rischio, che sono pronte a lasciare le loro abitazioni. Il primo cittadino di quest’ultima dichiara “da venerdì sono in contatto con la commissione valanghe e il rischio aumenterà se le temperature inizieranno ancora a innalzarsi” – e continua – le due fasi di evacuazione previste fanno sì che 80 persone per volta nelle tre borgate su cui incombono i tre canaloni di neve vengano messe in salvo

Per ora nessuna vittima o feriti, la situazione sembra essere sotto controllo e il personale Anas si sta occupando delle strade bloccate.

Mobilitazione è la parola chiave, tutti si stanno rimboccando le maniche per riportare il tutto alla normalità.

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