L’obiettivo? Provarci!

L’obiettivo? Provarci!

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Tra poche ore si torna a giocare a basket, in palio c’è il passaggio alla finale scudetto del campionato femminile. Alle 20:30, al Palaromare di Schio, saranno di scena le ragazze della Famila Wuber e quelle della Saces Mapei Dike Napoli, domani, al Taliercio di Venezia, palla a due alle ore 18:30, l’Umana Reyer Venezia ospiterà la Passalacqua Ragusa. Prima della partenza della comitiva ragusana per il capoluogo veneto, Italianotizie ha fatto due chiacchiere con Gianni Recupido, il coach della formazione iblea.

Coach Recupido, domani si scende in campo per gara1 della semifinale scudetto. Per la tua squadra si tratta della quinta volta consecutiva. Soddisfatto del risultato raggiunto?
«Per la qualità del roster, per il budget stanziato, per i progetti della società, questo era il nostro obiettivo stagionale e lo abbiamo raggiunto. La società ha investito per essere tra le prime quattro in Italia. Venezia e Schio hanno un budget superiore al nostro e quindi sarà difficile superarle, ma l’obiettivo è provarci».

Parliamo di questa stagione. L’inizio non è stato dei migliori: due sconfitte nelle prime tre giornate, tre in sei, e la terza in casa con Lucca. Poi la Passalacqua è venuta fuori e ha conquistato il terzo posto, dietro la solita Schio e Venezia. Ti aspettavi di arrivare così in alto?
«L’inizio è stato problematico. E ti posso anche spiegare il perché. Abbiamo cominciato la preparazione precampionato senza le due straniere, che sono arrivate entrambe una settimana prima dell’inizio del campionato, e nel frattempo si è infortunata Alessandra Formica, la terza lunga. Fare tutta la preparazione senza queste tre giocatrici ci ha messo in difficoltà. Poi, quando abbiamo iniziato a giocare, giocavamo ogni tre giorni, non c’è stato il tempo per curare al meglio la preparazione. Così ci abbiamo messo del tempo per trovare gli equilibri tra le ragazze e di conseguenza far crescere la squadra. Per fortuna la società mi è sempre stata vicina, permettendomi di lavorare in tutta tranquillità. E alla fine abbiamo raggiunto un ottimo risultato, in un campionato più difficile del precedente, perché passando da 12 a 10 squadre il livello si è alzato. Finora è stata una bella stagione, speriamo di concluderla con una sorpresa finale».

I play off sono iniziato bene. Avete superato di slancio San Martino, nonostante in gara1 avete avuto un lungo blackout.
«San Martino è storicamente una squadra ostica per noi. Negli ultimi anni le abbiamo spesso sofferte e le partite si sono sempre chiuse con scarti minimi. Anche quest’anno abbiamo perso di uno in Veneto e vinto di 4 in casa, combattendo sempre. Invece a fine stagione ci siamo dimostrati superiori. A Ragusa siamo arrivati ad avere 20 punti di vantaggio ma poi abbiamo fatto l’errore di staccare la spina, e con San Martino non te lo puoi mai permettere. Abbiamo imparato la lezione e in gara2 siamo state brave ad arrivare nuovamente a +20 e a mantenere quel vantaggio fino alla fine. Le due partite con San Martino credo abbiano messo bene in mostra le caratteristiche della mia squadra, una squadra che corre e che difende con intensità. Speriamo di mantenerle anche nelle prossime partite».

Le prossime partite significa Venezia. Nella regular season avete battuto le lagunari di 7 al Palaminardi, mentre al Taliercio avete perso di 19 nella fase regolare e di un punto nei Challenge. I numeri dicono che non sarà facile batterle.
«Hai ragione, non sarà facile, ne sono convinto. E se mi fermo a guardare gli organici, sembrerebbe non esserci storia: loro hanno una straniera in più e possono giostrare 12 giocatrici, ma la spinta che dà il giocare una semifinale scudetto è enorme e il nostro entusiasmo, la voglia di fare che hanno le ragazze, la compattezza che dimostrano ad ogni occasione possano fare la differenza. Perdere è sempre brutto, ma se dovessimo uscire con Venezia non sarebbe un dramma perché comunque la stagione è da ritenere oltremodo positiva: abbiamo raggiunto la semifinale e siamo state tra le migliori otto squadre in Eurocup. Credo che nessuno possa ritenersi deluso».

Due partite a Venezia, poi due a Ragusa e, se dovesse servire, ancora una volta a Venezia. Pensi di riuscire a portare la serie fino alla quinta?
«Spera di riuscirci, anche perché più è combattuta e più ne trarremo vantaggio. Venezia, ovviamente, è favorita, ma se dovessimo arrivare alla quinta vuol dire che i valori si sono equivalsi. È chiaro che loro hanno qualche rotazione in più, ma a quel punto conterà poco. Se poi dovessimo riuscire a vincerne una in trasferta, la cosa si farebbe ancora più interessante».

Quale sarà l’arma segreta che utilizzerai per fermare Venezia?
«Loro hanno una grande capacità di giocare in transizione, in velocità, sfruttando anche spesso il tiro da fuori. Se noi saremo bravi a difendere bene su queste loro caratteristiche, riusciremo a metterle in difficoltà. Quando giocheremo cinque contro cinque con la difesa schierata, loro faranno molta più fatica a fare canestro».

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