L’ultimo ballo

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La morte è improvvisa, fa paura, essa si avvicina quatta quatta e poi attacca in silenzio. Devastazione. Ciò che rimane è solo macerie e rovina.

Durante la notte del 19 Aprile si è spento nella Capitale, il coreografo e ballerino, Marco Garofalo (62 anni). Ancora un lutto si abbatte sul mondo dello spettacolo. Le cause della sua morte sono ancora da accertare ma pare che il coreografo da un po’ combatteva contro un brutto male.

Garofalo, classe 1956, dopo aver dovuto rinunciare alla sua carriera calcistica per via di un infortunio al ginocchio, iniziò a studiare danza all’età di 21 anni. Nel 1978 debuttò in televisione in “Ma che sera” con Alighiero Noschese e Raffaella Carrà. Nel 1989 lavorò come coreografo per show televisivi, primo tra tutti: “Lascia o Raddoppia”, per poi passare a “Occhio allo Specchio!”, “Fantastica Italiana”, “Tira e Molla”, “Ciao Darwin”,”Incredibile”, “L’Eredità” e “Victor Victoria”. Infine approdò nel 2009 ad “Amici di Maria De Filippi”, svolgendo per 2 anni il ruolo di professore di danza moderna.

Su Instagram e Facebook gli amici, i colleghi e tutti i suoi fan non fanno mancare alla famiglia appoggio, dedicando due minuti del loro tempo per ricordarlo. Luca Tommasini, nuovo direttore artistico di “Amici”: «Qualche settimana fa ho rivisto Marco dopo tanti anni… felice di poter lavorare ancora nonostante la malattia… felice di essere nel cuore di Maria che non lo ha mai dimenticato… nessuno potrebbe mai dimenticare quel ragazzo “Pasoliniano” che io ho conosciuto quando avevo 9 anni… un amico, un maestro… ciao Marco». Lorella Cuccarini: «Eri uno dei più talentuosi. Quanti balletti abbiamo realizzato insieme… quanto sudore, quanti sogni condivisi… Riposa in pace Marco». E tanti altri tra cui i professori di “Amici”, Veronica Peparini e Luciano Cannito.

Oggi alle ore 14.30 si sono svolti i funerali presso la Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo, Roma.

Il mondo della danza ha perso un pezzo da novanta, un uomo che si è riuscito a districare in questo ambiente, fatto a volte di apparenze, ha saputo lasciare la impronta, il suo tocco, e gli altri possono solo imparare da un grande artista come lui.

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