Ciao Andrea

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Andrea Battaglia se n’è andato oggi pomeriggio, aveva appena compiuto 32 anni, per un incidente stradale.

Era una persona affettuosa con gli amici, gentile con tutti, legatissimo ai figli. Andrea giocava a rugby, era una forza della natura, sempre pronto a mettere la faccia là dove i compagni non sempre ne avevano il coraggio. Cresciuto nel Padua, era poi passato al Clan quando, 10 anni fa, si era consumata la scissione. Nel 2012 era tornato “a casa”.

Lo voglio ricordare, sorriso in volto, con le parole che mi aveva detto il 10 ottobre 2012, il giorno in cui era tornato ad indossare la maglia del Padua. «Ho deciso di ritornare al Padua perché mi ha convinto il progetto sportivo e di vita che c’è dietro. Diciamo che ho scelto di sposare la filosofia del Padua, una società ben organizzata, e che si è data una struttura guardando al futuro. Domenica ci sarà il derby che, in quanto tale, è sempre una partita più sentita rispetto alle altre. Ma sarà una partita giocata da 30 amici perché, non dimentichiamolo, proveniamo tutti da un’unica realtà e, fuori dal campo siamo tutti amici. Se coach Vinti mi farà giocare, domenica avrò di fronte anche mio fratello. Gli voglio bene, così come ne voglio ai miei ex compagni, ma quando scenderemo in campo non ci saranno più fratelli né amici. Si giocherà per vincere, pur nella massima lealtà. Poi, al fischio finale, ci abbracceremo e andremo a berci una birra insieme».

Ciao Andrea, dove sei adesso ci sarà certamente un pallone ovale e una mischia da giocare.

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