A testa alta

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Quando in una finale play off che vale una stagione perché si assegna il titolo di campiona d’Italia si arriva a gara5, vuol dire che nessuna delle due squadre che si stanno contendendo il titolo è nettamente superiore all’altra. Così è stato tra il Famila Schio e la Passalacqua Ragusa anche se, alla fine, per la terza volta, a vincere è Schio. Ragusa però non ha nulla da rimproverarsi: ha giocato alla pari con le avversare, ha “rischiato” di espugnare il PalaRomare in gara2, ha perso al termine di una partita risolta a favore delle padrone di casa solo nei secondi finali. Crediamo che, anche alla luce delle aspettative di inizio stagione e dei risultati ottenuti a inizio campionato, la società tutta debba essere più che soddisfatta di come sia andata la stagione.

Come ci si aspettava, Schio schiera fin dal primo minuto Isabelle Yacoubou ma l’inizio di partita non è favorevole per la francese, che per tutto il primo quarto non riesce mai ad essere decisiva. Nei primi 10 minuti, invece, a mettersi in mostra è l’altra francese, Nwal-Endéné Miyem. In casa Ragusa sono due le giocatrici da segnalare: Chiara Consolini per le realizzazioni e Astou Ndour per la difesa che, ancora una volta, ridimensiona la Yacoubou. Il primo quarto si chiude con la Passalacqua avanti di 3 (15-18) dopo aver toccato anche il +6 (5-11 al 5:02). Gran parte del merito va alla difesa delle biancoverdi. Schio sembra in difficoltà, Ragusa cosciente dei propri mezzi.

Nel secondo quarto si sveglia la Yacoubou che torna a dettare legge sotto le plance e, quando non è lei a segnare, il suo gioco permette alle compagne di avere maggiore spazio. Il Famila raggiunge il suo massimo vantaggio al 3:18 sul 28-22, ma poi Ragusa si fa sotto e va all’intervallo lungo avanti di 1 (30-31).

Alla ripresa c’è una Passalacqua trasformata. In peggio, purtroppo. Lente e impacciate, le ragusane soffrono la difesa aggressiva di Schio e, nei 10 minuti del terzo quarto riescono a mettere dentro solo 9 punti, contro i 18 delle padrone di casa. Alla sirena il tabellone indica 48-40.

La Passalacqua sembra stanca, l’assenza di Alessandra Formica si fa sentire sulle gambe delle lunghe americane, e il Famila pian piano allunga. Al 6:57 è a +9 (51-42); al 6:00 +11 (53-42); al 4:41 +13 (57-44).

A questo punto, con Schio padrona del gioco, l’incontro sembrerebbe ormai chiuso ma il cuore di Ragusa è grande e le ragazze di coach Recupido provano a rientrare in partita e, secondo dopo secondo, riducono il divario. Si arriva così al 2:21 e alla tripla di Agnese Soli: 57-53 e la Passalacqua (ma anche il centinaio di tifosi che hanno seguito la squadra fino in Veneto, oltre che i tanti che hanno seguito l’incontro dal maxischermo montato al PalaMinardi) inizia a credere all’incredibile rimonta.

Purtroppo non tutti i sogni diventano realtà. Yacoubou segna da sotto, Consolini sbaglia la sua conclusione, Anderson mette dentro una tripla. A 1:06, sul 62-53, le speranze biancoverdi naufragano.

Nel minuto che resta c’è solo un uno su due nei tiri liberi per la Hamby e poi sono gli abbracci delle scledensi e le lacrime delle ragusane.

La Passalacqua forse avrebbe meritato di più, ma Schio è squadra cinica, che non muore mai, e che ha saputo tirare fuori gli artigli in tutte le occasioni in cui stava per soccombere, vedi i minuti finali di gara2.

Per Ragusa la conquista dell’agognato titolo di Campione d’Italia è ancora una volta rinviata. Ci si riproverà il prossimo anno.

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