Il matrimonio dell’anno

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Ha incantato il mondo il matrimonio da favola di Harry e Meghan, al castello di Windsor, che d’ora in avanti saranno duca e duchessa di Sussex. Ancora una volta la monarchia britannica si è dimostrata capace di mettere in scena uno spettacolo che si è rivelato un gran colpo d’immagine. Un meraviglioso scenario, un mix di etnie, un’organizzazione perfetta, la cerimonia tra tradizione e modernità, una folla adorante e la loro felicità.

Se si dovesse stilare una pagella dovremmo dare un bel dieci a tutti. Dieci ai fratelli che sfilano insieme per sottolineare che il loro è un legame fatto di complicità come quando da piccoli, hanno seguito la bara della madre. Dieci alla regina madre nel suo abito giallo lime, seria e composta. Dieci al principe Carlo e ai suoi gesti gentili e premurosi. Dieci a Kate, regina d’eleganza e impeccabile nel suo accompagnare i paggetti. Dieci a mamma Doria per la dignità con cui versa lacrime d’emozione e dieci e lode a lei, Meghan, semplice e luminosa ma con le spalle scoperte, un azzardo moderno che sottolinea la sua determinazione nell’essere orgogliosamente diversa. Nessuno le ruba la scena anche se i tantissimi vip con le mise ricercate e  bizzarre colorano i contorni di questa favola principesca, rimane lei al centro dell’attenzione, lei, né bianca né nera, divorziata e più grande di sei anni rispetto al principe, in assenza del padre percorre la navata da sola, impegnata fin da piccola nella lotta per la parità dei diritti delle donne, non pronuncia la tradizionale formula di obbedienza al marito. Perché dovrebbe? Convinta femminista, si è conquistata faticosamente un suo ruolo ben definito di donna, di conseguenza non può che impostare un legame paritario con il suo consorte che non prevede ubbidienza ma confronto reciproco. È  animalista, grazie alla sua sensibilità qualche volpe verrà risparmiata dal momento che non tollera nessuna forma di caccia e Harry ha rinunciato a parteciparvi.  E allora in questo mix di diversità, via libera anche al coro gospel che ha cantato “Stand by Me” e “This Little Light”, uno dei canti da chiesa più amati dagli afroamericani. Tutt’attorno aria di festa, festa per questi giovani che riflettono la società di oggi e che per lavoro si dedicheranno alla beneficenza. Al termine di tutte queste emozioni li attende il reale banco di prova, la vita vera!

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