Compie 40 anni la legge sull’aborto

Compie 40 anni la legge sull’aborto

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Dopo anni e anni di dure lotte il 22 maggio del 1978 veniva approvata la legge 194 che legalizzava la pratica dell’aborto, tra polemiche e contestazioni.  Una rivoluzione che vede ancora oggi l’Italia divisa tra il sì e il no. In prima linea i radicali italiani che si batterono affinché venisse riconosciuto il diritto alle donne all’interruzione di gravidanza volontaria. Una forte battaglia sociale e politica che riuscì nonostante le previsioni negative a far trionfare la legge, nota come 194, confermata successivamente dal referendum del 1991. Tante vite di donne, salvate. Tante le donne che non ricorrono più a metodi non solo clandestini ma spesso pericolosi e dalle pesanti conseguenze fisiche e psicologiche. Un argomento innominabile che pesava in maniera drammatica sulla coscienza delle donne. Una battaglia comune, simbolica, una ribellione che ha reso il principio della libera scelta intoccabile e irrinunciabile. Nonostante le campagne dei vari movimenti pro vita o antiabortisti che tentano ancora oggi, di far leva sul concetto dell’omicidio, la libertà delle donne di scegliere la maternità rimane un diritto conquistato. “Una legge imperfetta – dice Emma Boninoma che ha funzionato, diminuiti gli aborti fatti in ospedale e non solo, la legge afferma alcuni principi fondamentali, uno riguarda la laicità dello Stato, quindi la separazione tra il peccato e il reato, due assicura la libera scelta della persona e infine dimostra che il proibizionismo nei comportamenti sociali, non funziona, l’unica cosa che crea è il mercato nero con rischi e disagi di salute.”

Legge fondamentale malgrado le difficoltà legate soprattutto all’altissimo numero di medici e paramedici obiettori di coscienza che, in alcune regioni, raggiunge quasi il 100%. Esistono strutture dove l’obiezione è totale e altre ridotte a catena di montaggio dell’aborto, con singoli operatori che arrivano a praticarne 400 all’anno. E in questa situazione resa difficilmente percorribile dalla politica, sono ancora le donne che pagano le conseguenze del retaggio religioso che le fa sentire colpevoli di una macchia gravissima che peserà sull’anima. Ostacoli e complicazioni aggiunte alla disinformazione sui metodi contraccettivi e alla mancanza di educazione sessuale nelle scuole. Servono nuove linee guida ma nel frattempo, buon anniversario, legge 194. Una legge da difendere e che non è piovuta dal cielo, una legge che tutela il diritto alla libera scelta della maternità, una legge che funziona, nonostante molte criticità e molti fattori da migliorare. A suo sostegno serve la disobbedienza civile e la lotta per mantenerla!

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