Le solite ignote, alla Piccola Corte di Genova

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Nell’ambito della rassegna di drammaturgia contemporanea del Teatro Nazionale di Genova ieri sera abbiamo applaudito il terzo dei cinque spettacoli in programma, “Le solite ignote” tratto da “Acassuso” del celebre drammaturgo argentino Rafael Spregelburd, rielaborato e splendidamente diretto da Manuela Cherubini.
Una location davvero perfetta la Piccola Corte per questo testo che mette in scena un microcosmo, cioè (traggo dalla brochure di scena) ”la vita di una scuola di periferia e del suo corpo insegnante viene messa in subbuglio dalla crisi economica. Tensioni interne, gelosie, ripicche, alleanze, frenesie e improbabili investimenti sono gli ingredienti che amalgamano un gustoso e feroce spaccato individuale e sociale”.
Applausi e complimenti di vero cuore al cast tutto al femminile, eccetto un solo attore, il bravo Maurizio Bousso, che avrà un ruolo inaspettato nella parte finale e che, naturalmente, non vi anticiperò, per una pièce che, grazie alla straordinaria bravura di ogni singola attrice che caratterizza il suo ruolo con gestualità e recitazione ad hoc, riesce a far sorridere e, allo stesso tempo, riflettere sui problemi di ognuna di loro (che sono poi quelli di una qualunque sala docenti che conosco bene…), solitudine, desiderio d’amore, carenza di preparazione didattica, rivalità, arrivismo, disabilità, problemi economici e tanto altro ancora in una tensione crescente che porta a un epilogo assolutamente inatteso e che si rivela un ulteriore banco di prova della bravura di tutte/i.
Elenco ora le splendide donne della sala docenti di Spregelburd e di Cherubini in puro ordine alfabetico: Giulia Chiaramonte, Elena Lanzi, Lisa Lendaro, Orietta Notari, Deniz Ozdogan, Laura Repetto, Francesca Santamaria Amato, Chiarastella Sorrentino e Irene Villa: ancora aplausi e complimenti a tutte loro.
Si replica fino al 16 giugno, non perdetevelo!

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