I giovani ragusani al voto

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Il cambiamento, il poter riuscire a modificare i piccoli e grandi dettagli che fanno la differenza in una città splendida come quella di Ragusa non è semplice. Idee, personalità e forza di volontà vengono posti in primo piano ma solo le parole che diventeranno fatti verranno considerati.

Alle elezioni amministrative del 10 giugno, i ragusani sono chiamati a votare il sindaco, la consulta e tutti i membri che faranno parte della delegazione comunale.

Molti giovani si sono impelagati nel mondo della politica con lo scopo di far sentire la propria voce, con la voglia di combattere per rendere la propria città funzionante e con meno problemi. Sono tutti ragazzi con delle idee, con delle opinioni, pronti a concretizzarli se gli si dà fiducia.

Abbiamo incontrato Marco Schembri, 21 anni, ragusano, innamorato della propria città e con tanta voglia di rivoluzione (in senso positivo s’intende), ambizioso, che persevera contro tutto e tutti per raggiungere il risultati: “Ragusa, a mio parere, è una città controversa, da un lato siamo un’eccellenza nella nostra Sicilia e ci distinguiamo per i  nostri valori, dall’altro sembra che siamo sempre lì, pronti a far da traino al resto della provincia ma non si sa come non si è ma verificato il salto di qualità. In definitiva Ragusa è una città che non va abbandonata, va coltivata in ogni suo ambito perché proprio in ogni ambito ha un enorme potenziale”.

Come mai ti sei avvicinato alla politica? “Inizialmente il mio era un interesse di carattere sociale per la comunità in generale, facendo volontariato mi sono reso conto che servono persone che facciano del bene non solo per se stessi ma soprattutto per gli altri. La politica è uno dei mezzi più diretti per regolamentare e per permettere certe innovazioni, ma tutto dipende da noi”.

Cosa vorresti proporre? “Senza ricambio generazionale non c’è avanzamento, non c’è progresso. Voglio proporre maggiori possibilità ai giovani ma anche ai meno giovani di entrare in contatto con le amministrazioni, di dare il proprio apporto che può essere fondamentale. Mi piacerebbe dare più voce al cittadino, vorrei che si facesse un’analisi del problema o dei problemi e ci si comporti di conseguenza per risolverli”.

Secondo te, perché tanti ragazzi si avvicinano alla politica e si sono presentati a queste elezioni? “Si sono stancati di stare ai giochi di altri e di pagarne le conseguenze, si sono resi conto che possono fare la differenza con le loto idee e la loro voglia di fare. Vi meraviglierete del fatto che ci sono più giovani con la testa sulle spalle di quanto crediate? Credo nei giovani, ma so per certo che senza una guida saggia, fatta di esperienze vissute da altri, qualunque giovane si troverebbe in difficoltà. Il rapporto tra giovane e meno giovane è un mix di freschezza ed esperienza, l’arma vincente in qualsiasi ambito”.

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