A tutto volume c’è “Se ricordi il mio nome” di Carla Vistarini

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<<Ogni giorno provava e riprovava a fare l’incantesimo a quella immagine. “Torna, torna, non te ne andare, per favore, ti prego, uomo buono, resta qui” diceva e ripeteva a voce bassissima, mormorando continuamente le parole magiche, aspettando che il desiderio si avverasse>>.  Sono le parole bisbigliate da una buffa bambina, protagonista del romanzo di Carla Vistarini, “Se ricordi il mio nome”.  Il libro è stato presentato nella sezione Extravolume del festival “A Tutto Volume”, nell’atrio del palazzo che ospita il locale “Giro di vite”. A dialogare davanti ad un folto pubblico il dottor Carmelo Arezzo e la stessa autrice, invitata in città dal Soroptmist club di Ragusa, presieduto da Antonella Rollo.  Il romanzo, come ha evidenziato Carmelo Arezzo nella sua ampia e piacevolissima presentazione, ha una sorta di collegamento con il romanzo precedente, “Se ho paura prendimi per mano”, (2014) in cui la protagonista continua ad essere una bambina quasi magica che non parlerà mai davanti ai grandi se non per dire una parolaccia. “Lettura da raccomandare- ha sottolineato Arezzo- poiché la Vistarini ha lo spessore della scrittrice di talento, l’intelligenza della fantasia e una sua peculiare cifra stilistica personale che è fatta di ironia, di dolcezza, di grande gusto, di intensa partecipazione emozionale. Sa coinvolgere il lettore con storie, come in questo caso, che si muovono nell’attualità ma che mantengono un ancoraggio profondo con i valori dei sentimenti più autentici”. Il romanzo si dipana in tante storie tra il poliziesco e il giallo in cui scorrono le relazioni interpersonali tra i tanti personaggi che animano la vicenda e che ruotano attorno ad una bambina.  E’ stato evidenziato, inoltre, che il romanzo è ambientato in luoghi diversi di Roma, città che è anch’essa protagonista del racconto. Altro protagonista del racconto è lo “Smilzo” che ha trascorso i mesi più belli della sua vita cercando di aiutare una buffa bambina e la sua ricchissima madre, che in una Roma caotica e implacabile erano diventate vittime di un mostruoso piano criminoso. “In ogni riga- ha detto Carla Vistarini- c’è la possibilità di leggere qualcos’altro, per migliorarci, per riscattare noi stessi. Così come è lo “Smilzo” in cui è proprio la bambina a vedere il buono che c’è in lui”. Carmelo Arezzo , intervistando l’autrice, ha evidenziato come il romanzo sia affollato, in positivo, di personaggi minori altrettanto importanti nella narrazione: don Pietro, il professore, la coppia di poliziotti, di cui uno di nome Tano Curreri, in bilico costante tra ignoranza e sagacia, la coppia di anziani che hanno nella vicenda un momento importante con la bambina, e chiedendo alla Vistarini da dove nascono queste figure l’autrice ha detto: .”Nascono dall’osservazione degli altri; io osservo molto le persone ma a questo si unisce anche la fantasia. E’ un esercizio, quello di capire e guardarci meglio che è bene praticare e che consiglio a tutti di fare”. Nel libro non mancano gli accenni alle canzoni e la Vistarini da paroliere, quale è stata, non poteva esimersi dal farlo (tra queste …you keep me hangin’on di Kim Wilde). “Le canzoni – ha detto- portano a galla le emozioni e quando posso inserisco nei ricordi un momento musicale a me caro. Le emozioni sono state per me una grandissima capacità di scrittura”.

Il romanzo coinvolge tantissimo il lettore, riesce nel suo intento a far riaffiorare emozioni attraverso storie che si intrecciano tra i ricordi e la suspense con una abilità tecnica narrativa sorprendente.

Carla Vistarini è al suo secondo romanzo dopo “Se ho paura prendimi per mano” ma non è la prima arrivata nel campo scrittura. Ha scritto, infatti, tantissime canzoni, alcune indimenticabili per cantanti come Ornella Vanoni (La voglia di sognare), Mina (Buonanotte Buonanotte), Mia Martini (La nevicata del ’56), Patty Pravo, Renato Zero, Amedeo Minghi e altri noti. Ha scritto i testi per alcuni dei programmi televisivi di intrattenimento dagli anni Settanta al Duemila; è autrice di commedie premiate dalla critica come “Ugo” con Alessandro Haber, e di sceneggiature di film “Nemici d’infanzia” di Luigi Magni con cui ha vinto il premio David di Donatello. Per la cronaca è sorella di un’altra grande donna dello spettacolo, Mita Medici, figlie d’arte dell’attore Franco Silva. Ha vinto 14 telegatti.

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