“Rhome”, il romanzo di Serena Poidomani presentato per ExtraVolume alla libreria Flaccavento.

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La sezione ExtraVolume del festival “A Tutto Volume” ha regalato ai lettori delle chicche da poter gustare con la consapevolezza che la letteratura, quella classica, prima o poi ritorna. E’ il caso del romanzo “Rhome” della giovane Serena Poidomani, già vincitrice, ad appena 10 giorni dalla pubblicazione, del primo premio del Concorso Nazionale “Letteratura italiana contemporanea”. Il libro è stato presentato con grande ricchezza di particolari e spunti professionali dal professore Giuseppe Traina nel salone di lettura della Libreria Flaccavento, alla presenza dell’autrice e di un folto pubblico. Un romanzo, “Rhome”, 

con una struttura a cornice dove Enea è il protagonista ma non solo perché la storia canonica qui viene abbandonata dall’autrice per seguire le sorti di “Rhome”, donna troiana il cui nome significa forza. Qui la ritroviamo confusa, priva di memoria e nella sua oscurità mentale vediamo che si va sempre più inselvatichendo. Rhome ci rimanda al significato di “Roma” sulle cui origini ci sono varie leggende e miti tra cui quella per cui Rhome sia la figlia di Ascanio o la moglie di Enea al posto di Lavinia. “Una classificazione affascinante- ha detto Traina- per impiantare un innesco romanzesco”.  E’ certo che l’autrice sia rimasta affascinata tanto dalla varietà di figure mitiche che ruotano attorno all’origine della città e soprattutto dalla versione di Virgilio. “Rhome -ha detto Serena Poidomani- è una donna troiana; nella mia reinterpretazione del mito vengono conservati alcuni elementi principali, come l’Oracolo. Ma nel mito virgiliano la sua motivazione è quella di recuperare la patria, qui quella di ritrovare Creusa. Ho voluto mantenere anche le parole dell’Oracolo: “Cerca la madre” (per Ascanio è Creusa). La storia canonica però viene abbandonata e si seguono le sorti di Rhome”. Nel romanzo Enea parte alla ricerca della moglie” Nel racconto di Serena Poidomani si incontrano tante figure maschili che sono passivamente ricettive. Sono figure che accolgono un volere superiore. Ma il romanzo, in effetti, è popolato da tantissime figure femminili.

“Chiunque abbia subìto la fascinazione del mito classico- ha detto il professore Traina- ha anche subìto il fascino della moltiplicazione dei nomi. Serena nel suo romanzo non chiama mai Didone con questo nome ma Elissa. Giocando con Creusa, apparentemente una tranquilla signora troiana, notiamo poi che questa si ritrova completamente trasformata dalla natura fino a diventare una donna lupo. L’autrice gioca anche con un’altra suggestiva equivalenza, con uno dei personaggi più belli del mito classico, ovvero Euridice”

Il romanzo, senza qui voler svelare troppo, è centrato su grandi amori e passioni a cui partecipano anche le divinità che ruotano intorno alla trama.

L’autrice ha già conquistato giurie di riguardo e si spera possa affascinare anche i numerosi lettori che leggeranno il suo libro.

L’elegante copertina del libro è stata disegnata dalla sorella dell’autrice, Fiammetta.

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